Sbronzi al volante che la fanno franca?

A parte il fatto che temporaneamente e per lo meno in Lombardia l’alcoltest è stato sospeso, in quanto possibile veicolo di contagio di Covid-19, abbiamo recentemente colto per caso la sorprendente disquisizione di un avvocato, che cita come una recente riforma del Codice Penale (art.131 bis) preveda l’archiviazione dei
procedimenti per i reati di minore gravità, ossia quelli puniti con una pena pecuniaria o con la detenzione fino a un massimo di cinque anni, qualora non ci fossero danni alle persone o alle cose o i danni fossero minimi. Secondo l’avvocato, la riforma tiene infatti conto della “particolare tenuità del fatto”: la fedina penale rimane macchiata, ma non si subisce alcuna pena.
Il Codice della Strada, come si sa, prevede un crescendo di pene secondo il quantitativo di alcol rilevato nei conducenti: da 0,51 a 0,80 gr. sono previste sanzioni amministrative, ma non penali (531 euro, 10 punti e patente
sospesa da tre a sei mesi). Le sanzioni penali scattano oltre gli 0,80 grammi di alcol.
Com’è nostra consuetudine, abbiamo però voluto approfondire l’argomento con i nostri validi avvocati volontari,
constatando come l’art. 131 bis c.p. non costituisca una “scappatoia” per il conducente che si pone alla guida con
un tasso alcolemico oltre gli 0,80 grammi di alcol, in quanto la particolare tenuitĂ  del fatto va apprezzata tenendo
presenti congiuntamente tutti gli indicatori dell’art. 131 bis c.p. (modalità della condotta, esiguità del pericolo o del
danno, grado della colpevolezza e il comportamento che deve risultare non abituale), non basandosi esclusivamente sul tasso alcolemico.
Potrebbe, viceversa, essere un aiuto per chi fosse incorso in un occasionale e, per quanto possibile, inconsapevole violazione delle norme penali.

SENSIBILITA’ E SENSO CIVICO: COME MIGLIORARCI
COME RIPRENDEREMO A CIRCOLARE?
La costrizione “ai domiciliari” per tanta gente ha per lo meno comportato una drastica riduzione del traffico, con un sostanzioso abbattimento di CO2 e delle polveri sottili e certamente con una diminuzione del numero degli
incidenti. Non dimentichiamolo, specialmente quando riprenderemo ad andare in giro.
I mezzi pubblici avranno sempre il problema dell’affollamento, anche se parzialmente ridotto, e dunque di un contatto a rischio: perché allora, ovviamente per chi ne avesse la possibilità, non riscoprire delle belle camminate, tra l’altro sempre più consigliate dai medici? O rispolverare la santa bicicletta? Oltre a costituire un mezzo ecologico, anch’essa farà bene alla salute!

Adesso ci sono pure i monopattini, anche se con qualche piccola limitazione pratica, dovuta alla percorribilità delle strade. Ma se dovessimo avere il coraggio di optare per questi mezzi occorrerà anche rivedere il nostro comportamento: da ciclisti, infatti, o con i nuovi e piccoli veicoli, si ha l’impressione di una maggiore leggerezza e maneggevolezza e si tende così a concedersi qualche licenza e qualche trasgressione, come quella di svicolare col rosso, di procedere sui marciapiedi o di sottovalutare la propria visibilità nelle ore serali. Anni fa, Fraternità della Strada condusse un’indagine direttamente sulle strade di Milano, rilevando come l’ 80% dei ciclisti viaggiasse senza luci, senza caschetto (anche se non obbligatorio è un bel salva capoccia!) e senza giubbetti o bretelle rifrangenti. Da recenti controlli visivi, la situazione è migliorata, ma di poco, per cui occorrono buona volontà e senso civico.

IL NUMERO DEI MORTI CHE FA PAURA
Il Covid-19 sta causando un vero terremoto mondiale ed è all’ordine del giorno non solo per le preoccupanti ripercussioni nel mondo del lavoro, ma anche per il numero dei contagi e delle vittime, che fa discutere e smuovere una quantità di scienziati e di politici alla ricerca di una soluzione.

Per quanto riguarda le vittime, vogliamo però citare un dato che crediamo piuttosto ignorato e non certo per rivendicarlo quale associazione che se ne occupa : negli ultimi anni e “ogni anno” in tutto il mondo muoiono in incidenti stradali 1,2 milioni di persone e oltre 50 milioni rimangono ferite, di cui circa il 20% con esiti invalidanti. A differenza del Covid-19, che ha una ricaduta globale e complessa, gli incidenti comportano singoli drammi alle famiglie coinvolte, oltre a un risvolto economico certamente non paragonabile a quello determinato dal Covid-19.
La “pandemia stradale” non è generata da un invisibile e stramaledetto virus, ma da persone in carne e ossa, ben visibili e dai comportamenti catalogabili. E c’è anche un antivirus altrettanto visibile, bello, grande e grosso:
l’uomo. Che però ha un difetto ancestrale: la stragrande maggioranza continua infatti a ritenere che siano “gli
altri” i responsabili, quelli da punire e da curare, lasciando sostanzialmente le cose come stanno. Piccola,
confortante consolazione, dunque, gli aderenti di FraternitĂ  della Strada che, con il loro preciso impegno di
costante correttezza, costituiscono di fatto degli antivirus nella circolazione e dunque la forma piĂą concreta per
una più umana e civile convivenza e un’incisiva prevenzione degli incidenti! Ma hanno un difetto: sono pochi,
qualche migliaio di gocce nel mare.

PULIZIA ANTICONTAGIO
E’ ormai appurato come il Covid-19 resista sulle superfici per lunghi intervalli di tempo, più di quanto si pensi. Per questa ragione è importante dedicare una particolare attenzione a pulizia, sanificazione e disinfezione anche per la nostra auto, moto o bicicletta.
E’ opportuno pulire accuratamente e frequentemente le zone che vengono a contatto con le mani: basti pensare,
ad esempio, che il volante è quattro volte più contaminato di microrganismi della tavoletta di un water pubblico!
Questo il VADEMECUM per limitare i rischi di contagio:
1. Utilizzare sempre i guanti in lattice monouso e lavarsi sempre le mani dopo l’utilizzo del veicolo;
2. pulire e sanificare con un disinfettante adeguato le superfici interne dell’abitacolo, con particolare
attenzione al volante, alla leva del cambio, alla chiave di avviamento, al cruscotto, alle maniglie delle
portiere, a sedili e tappetini;

3. disinfettare con appositi spray e sostituire periodicamente i filtri dell’aria per ridurre i batteri che
circolano nell’auto. Sanificare anche le bocchette e i tubi che immettono in circolo l’aria stessa;
4. lavare i tappetini e passare di tanto in tanto l’interno con un aspirapolvere;
5. usare e dotarsi di una riserva di fazzolettini igienizzanti usa e getta, anche per le dovute precauzioni
qualora si utilizzasse un’auto a noleggio, un taxi o un car-sharing.
Nel portale del Ministero della Salute è possibile accedere a tutte le norme e ai consigli più utili.

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