Indagine sui riders, importante iniziativa di FraternitĂ  della Strada

Anche se l’attenzione generale è ancora rivolta alla pandemia, la vita continua e perciò non abbiamo voluto
protrarre ulteriormente i risultati di un’inchiesta svolta nei mesi invernali, messa a disposizione delle autorità

I riders, ormai noti fattorini in bicicletta o motoscooter, negli ultimi mesi del 2019 sono stati oggetto di attenzione da parte delle autoritĂ , vuoi per la loro tutela economica, sindacale e assicurativa e vuoi per il rispetto delle norme igienico-sanitarie dei prodotti trasportati.
Stimolati da varie segnalazioni per una loro certa disinvoltura nella circolazione e per la carente dotazione di sicurezza (luci spente in primis, nelle ore serali), anche la nostra associazione ha ritenuto opportuno effettuare un approfondimento,soprattutto per la loro stessa tutela nell’ambito della circolazione, ma anche per le loro responsabilità nei confronti degli altri utenti. Non dimentichiamo, tra l’altro, che in questo periodo di emergenza i riders hanno costituito un valido supporto sociale con la fornitura di prodotti a varie persone in difficoltà. Abbiamo pertanto avviato un’indagine, circoscritta alla città di Milano, ma senz’altro rappresentativa per tutte le città dove i riders operano.
Dotati di un apposito questionario, i nostri amici volontari hanno compiuto delle rilevazioni nelle ore serali, fino a
raggiungere un campione rappresentativo di 200 soggetti, da cui è emerso che:
* il 21,5% era dotato di un caschetto * il 16% di un giubbetto rifrangente * il 33% circolava di sera con le luci
accese, ma solo il 7% sia con la posteriore che l’anteriore, ossia in regola. In più, al momento della rilevazione, il
29% compiva trasgressioni, soprattutto circolando in senso vietato, sul marciapiede o nelle zone pedonali,
svicolando col semaforo rosso, zigzagando nel traffico. Certamente certi comportamenti saranno dettati da
esigenze di lavoro, ma così aumenta la probabilità di incidenti, a danno degli stessi riders. Un loro timore è quello
dei furti, per cui molti lasciano le biciclette negli androni dei palazzi, sollevando le rimostranze dei custodi. Oltre a
questi fattori, un doveroso accenno è andato anche ai loro mezzi di trasporto, spesso fatiscenti (e chissà quanto
sicuri).
Il rapporto è stato inviato innanzi tutto alle autorità cittadine e successivamente ai media con un comunicato stampa, auspicando una sensibilizzazione delle aziende che utilizzano i riders, chiamate a tutelarli maggiormente, ma anche di questi stessi operatori, con l’assunzione di un comportamento più corretto, senza eccezioni.
Comportamento che certamente può comportare qualche piccolo ritardo, ma anche l’integrità e dunque una
maggiore sicurezza personale e lavorativa.

SENSIBILITA’ E SENSO CIVICO: COME MIGLIORARCI
Anche la pandemia in corso ha fatto emergere la scarsa sensibilità e il criticabile senso civico di tante persone, che hanno ignorato per troppo tempo gli iniziali inviti alla prudenza e successivamente all’isolamento, favorendo i contagi. A dire il vero, questo preoccupante Covid-19 ha visto governi e istituzioni impreparati, tardi a intraprendere contromisure e, per lo meno nel nostro paese, la solita burocrazia ha causato forse più
conseguenze dello stesso virus. Ma anche questa amara esperienza ha visto ancora una volta emergere le grandi contraddizioni umane: da una parte “i nostri” e cioè medici, infermieri, volontari, forze dell’Ordine e ricercatori con la loro dedizione verso il prossimo, pagata persino con la vita.

A loro, che dopo la bufera rientreranno nell’anonimato e nel dimenticatoio politico, va la nostra più assoluta gratitudine. Dall’altra “il nemico” e cioè i numerosi sciacalli che hanno colto quest’altra occasione per speculare, per rubare nel modo più ignobile. Ed è forse questa l’immagine più deprimente, anche perché molti la faranno franca ancora una volta.
Ma, paradossalmente, nella babele di messaggi smartphone o e-mail scambiati con amici e conoscenti, assieme
alle freddure più scurrili si sono registrate immagini sacre, preghiere e un’inaspettata spiritualità anche da parte
di persone che mai avremmo immaginato.

MA IL VINO FA BENE O FA MALE?
E’ risaputo ormai da tutti come l’alcol sia alla base di una buona parte degli incidenti stradali e per questo la nostra associazione si è mossa da tempo, fino a configurare un progetto molto particolare per gli adolescenti, che presenteremo a tempo debito. Ci siamo tuttavia imbattuti in un singolare dilemma. Tempo fa, Famiglia Cristiana pubblicò un articolo, firmato da Paola Rinaldi, in cui apparve la seguente dichiarazione del Prof. Attilio Giacosa (per inciso non un medico qualunque, ma Direttore scientifico del Dipartimento di Gastroenterologia del Policlinico di Monza, nonché coordinatore del “Comitato Scientifico dell’Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino”): “Numerose ricerche internazionali hanno dimostrato che 20 gr. di alcol al giorno, che corrispondono a due bicchieri di vino, abbassano notevolmente il rischio di morte per infarto cardiaco. A ciò va aggiunto un aumento, pari al 20%, della speranza di vita e la minore probabilità di sviluppare diabete, osteoporosi, malattia di Alzheimer, demenza senile, obesità e alcuni tipi di tumore, soprattutto al rene, e i linfomi. Questa prerogativa vale anche per le donne”, continua il Prof. Giacosa, “ma la quantità va dimezzata per via della differente biologia. L’abuso aumenta invece il rischio di cancro al seno. Le controindicazioni all’alcol riguardano chi presenti importanti problemi a livello epatico, come una fase attiva di epatite”.
A supporto delle qualitĂ  del vino, il Prof. Giacosa cita infine i polifenoli, in particolare gli antociani
(procianidine e resveratrolo), sostanze vegetali che fanno bene alla salute ed efficaci nella prevenzione delle
disfunzioni neurologiche.
Forti di queste premesse, nel nostro progetto, oltre a specificare che i superalcolici erano tutti e solo nocivi,
avevamo inclusa questa sintesi: “Il vino, di qualità e assunto in piccole dosi, può anche avere effetti salutari” ma,
al fine di un’assoluta certezza, abbiamo voluto interpellare il Prof. Emanuele Scafato, Direttore del Centro Organizzazione Mondiale dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale molto cortesemente ci ha risposto che…”Non
esistono quantità salutari di qualsiasi bevanda alcolica. Anche il tanto sbandierato bere consapevole nei giovani è da evitare tassativamente, alla luce della nota vulnerabilità cerebrale fino ai 25 anni e della non completa maturazione razionale, che si raggiunge a circa 21 anni. Sino ai 18-20 anni non è poi maturo il sistema enzimatico, per cui le alcolemie nei giovani sono molto più elevate. Da rilevare inoltre una sentenza della Corte di Giustizia Europea che impone il divieto di vantare proprietà salutistiche di un prodotto che contenga più di 1,2 gradi di alcol per litro. L’affermazione che l’uso moderato del vino è salutare è tutta da dimostrare scientificamente. Chi assume bevande alcoliche prima dei 25 anni dovrà fare i conti con un periodo di elevata vulnerabilità dello sviluppo del cervello. Il completamento del sistema limbico (emozioni, gratificazioni, piacere) e della corteccia prefrontale, deputata alla pianificazione, alla razionalità e alla logica, avviene infatti non prima di questa età. L’adolescente indotto al consumo di alcolici manterrà da adulto una modalità di ragionamento prevalentemente infantile e manifesterà più frequentemente depressione e aggressività.
L’alcol, che è tossico, ha determinato l’insorgenza di 220 malattie e di 14 tipi di cancro”.
Alla luce di questi chiarimenti, le proprietà del vino (sempre in quantità contenute) possono dunque e forse valere per i soli adulti, ma mai tollerate per gli adolescenti: ci parrebbe perciò doppiamente opportuno che i ragazzi, così succubi e disponibili a tante mode discutibili, venissero debitamente informati. Da parte nostra raccomandiamo, come sempre, di evitare qualsiasi alcolico prima di porsi in viaggio, anche per brevi tragitti.

MEMO – Dal decreto “Cura Italia” – N.B.: possibili modifiche. Si consiglia di controllare con la propria Regione, ad es. per la Lombardia: http://www.anci.lombardia.it/documenti/9722-vwo3%20(24).pdf

-Sul pagamento del bollo c’è parecchia confusione e alcune Regioni stanno decidendo autonomamente.
Mediamente potrĂ  essere pagato entro giugno, ma sarĂ  opportuna una verifica locale.
Patenti: quelle in scadenza dopo il 31/1 conservano la validitĂ  fino al 31 agosto.
Fogli rosa: quelli in scadenza tra 1/2 e 30/4 sono prorogate al 30/6.
Revisione: la scadenza entro il 31 luglio viene prorogata al 31 ottobre.
Sanzioni: per quelle tra il 17/3 e il 31/5: sconto del 30% entro 30 giorni e non solo 5.

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