Aggiornamenti e consigli

SENSIBILITA’ E SENSO CIVICO: COME MIGLIORARCI

L’attraversamento pedonale

Con la News di febbraio abbiamo cominciato ad analizzare il nostro comportamento come pedoni e con l’attuale ci vogliamo soffermare sul modo di attraversare sulle strisce. Quando un’auto, ad es., si ferma per lasciar passare un pedone, si può vedere quest’ultimo attraversare lentamente, magari telefonando e suscitando così un po’ di rabbia in chi era stato corretto. Non sarebbe più opportuno allungare un po’ il passo?
E alzare una mano per ringraziare, o fare un sorriso all’automobilista? Certo, è un suo dovere: ma visto che non lo fanno in molti, è un modo per ingenerare un rapporto più cordiale e l’intento di ripetere le cortesie. Un’altra cosa a cui non si pensa: certi pedoni sostano in prossimità del passaggio pedonale. Pensando che debbano attraversare, il solito raro automobilista educato si ferma per lasciarli passare, ma questi intendevano solo fermarsi, magari in attesa di qualche amico, e allora l’automobilista passa, infastidito dal contrattempo. E se il fatto si ripetesse un altro giorno, probabilmente non si fermerà. Se dobbiamo fermarci, non facciamolo dunque accanto alle strisce. Basta poco per creare un clima più distensivo! E, a proposito di attraversamento, l’amica associata Silvia M. ricorda giustamente quanto sia importante indossare capi chiari nelle ore serali e soprattutto lungo le strade dei piccoli centri, non sempre ben illuminate.

Cinture di sicurezza posteriori: ancora pochi quelli che le usano

La Polizia Stradale ha recentemente rilevato un’impennata tra quanti sottovalutano questa importante protezione. Secondo un’indagine di Facile.it, realizzata da mUp Research in collaborazione con Norstat, risulta che oltre la metà trasgredisce questa importante norma, sancita dall’art.172 del codice della strada.
L’utilizzo delle cinture anteriori ha raggiunto un buon livello, anche se con qualche differenza di carattere socio-demografico: le utilizzano infatti il 98,3% al nord e il 95,4% nel sud-isole, con una lieve maggiore percentuale degli uomini (97,7%) sulle donne (96,6%). Al contrario, le cinture posteriori non vengono utilizzate dal 60,2% al nord e dal 65,3% nel sud e isole.
Per quanto riguarda l’età, i giovani si rivelano più accorti degli adulti: le utilizzano infatti il 49,5% dei 18- 24/enni, contro il solo 42,6% dei 35-50/enni. Più virtuosi in questo caso gli uomini: 46,4% sul 41,9% delle donne.
Singolare un altro dato emerso dall’indagine: il 28,8% (più di un italiano su quattro!) ritiene che l’uso delle
cinture posteriori non sia obbligatorio e la quota sale al 36,3% nel sud-isole, con una prevalenza femminile e
questa disinformazione appare piuttosto preoccupante, come preoccupante è il fatto che un rispondente su cinque non ritenga utile l’allacciamento delle cinture posteriori.
Opportuno dunque ricordare che, in caso di urto violento, le persone non ancorate alle cinture (comprese quelle
anteriori) impattano lateralmente o contro i sedili anteriori, fino a sfondare il lunotto anteriore a causa della
pressione e del peso, con evidenti gravi ripercussioni fisiche. Chi violasse questa norma incorre in una sanzione da 81 a 326 euro, cinque punti per il conducente, che diventano dieci per i neopatentati da tre anni. Non solo: in caso di danni alle persone trasportate non ancorate alle cinture, le compagnie assicuratrici possono applicare un diritto di rivalsa per mancanza di conformitĂ  alle leggi vigenti. (Immagine di Sicurauto)

Memo

E’ entrato in funzione il 5/3 l’obbligo dei seggiolini antiabbandono. Un’altra cara amica associata, Anna M., ci chiede (e lo facciamo ben volentieri!) di raccomandare la disattivazione dell’airbag nel caso si posizionasse un
bimbo nel seggiolino sul sedile anteriore: è recente infatti la notizia di un bimbo rimasto schiacciato contro lo schienale, a seguito di una collisione che ha determinato l’attivazione di questo strumento.

C’è sempre da imparare: IL SEQUESTRO AMMINISTRATIVO DEL VEICOLO

Per le violazioni minori al Codice della Strada, come si sa, si incorre in sanzioni pecuniarie,
ma per quelle più gravi è prevista una sanzione accessoria: il sequestro amministrativo del veicolo, la cui durata può variare secondo la gravità: il sequestro è previsto per chiunque:
· produca o commercializzi ciclomotori con una velocità superiore al consentito;
· circoli senza il certificato di circolazione (dimenticato o ritirato), con confisca in
caso di recidiva;
· effettui esercitazioni di guida senza avere accanto un supervisore con patente
conseguita da almeno 10 anni, della stessa categoria veicolare;
· circoli sprovvisto di copertura assicurativa;
· circoli senza patente o con patente sospesa o violi i termini del permesso di guida concesso (confisca in
caso di recidiva);
· violi le norme relative al trasporto di persone o di cose, senza eventuale casco, ecc.

Questo tipo di sanzione è previsto ovviamente anche per le violazioni che possano avere conseguenze di natura
penale, come la guida in stato di ebbrezza o l’assunzione di sostanze stupefacenti.
Il proprietario o il conducente devono provvedere al deposito e alla custodia del veicolo in un’area non soggetta a pubblico passaggio, o in un deposito convenzionato in caso di motociclo. Nel caso di rifiuto della custodia di autoveicoli è prevista una multa di 1.800 euro e la sospensione della patente fino a tre mesi. E’ ovviamente possibile fare ricorso alla Prefettura o presso un Giudice di Pace.

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