Proposte di modifica al Codice della strada

NOSTRI PICCOLI MA IMPORTANTI INTERVENTI IN TV
Durante il mese di gennaio siamo stati intervistati a TG2 Italia e ospitati a Buongiorno Regione (RAI 3). Mentre nella prima occasione si è parlato dei tradizionali difetti degli automobilisti, nella seconda abbiamo potuto fare un
approfondimento sulle cosiddette “cause di incidente”: si citano infatti, non solo dai comuni utenti, ma anche da parte degli organi ufficiali e da vari esperti, come “cause”: la velocità eccessiva, la mancata distanza di sicurezza, il mancato rispetto delle precedenze, la distrazione, ecc. Ha piuttosto sorpreso il nostro intervento, frutto anche
delle esperienze trasmesse nel nostro “Itinerario psicologico degli incidenti stradali”: “Non sarebbero da considerare cause”, abbiamo infatti osservato, “ma effetti delle vere cause, che stanno a monte, e cioè nella testa dell’uomo”. “E quali sono dunque le cause?” è stato chiesto. “Tra i veri moventi che inducono agli errori, e quindi agli incidenti, possiamo citare la presunzione: delle proprie capacità di guida, della propria competenza, della tenuta alle bevute; l’esibizionismo, e cioè il voler mostrare la propria abilità al volante o il proprio sprezzo del pericolo, che coinvolge spesso anche le persone trasportate, soprattutto se giovani: nessuno vuole mostrarsi timoroso e non per nulla molti incidenti del sabato sera, ad esempio, riguardano gruppi di amici. E infine il virus dell’emulazione: da una parte, al volante, abbiamo il privilegio di ergerci a censori, stigmatizzando i comportamenti altrui (e qui emerge il super ego), ma nel contempo, se se ne presenta l’occasione, li imitiamo, in particolare le furberie, le piccole ma sempre pericolose trasgressioni, le provocazioni, le ritorsioni”, contribuendo al clima di tensione che aleggia sulle strade e che è poi alla base di un numero sempre assurdo di incidenti e di vittime”.
Anche per i nostri amici lettori, dunque, vogliamo sperare che questi approfondimenti possano
costituire un motivo di riflessione, un piccolo arricchimento non solo culturale, ma anche umano.

SENSIBILITA’ E SENSO CIVICO: COME MIGLIORARCI

“Si ricordi che l’uomo è nato pedone!”

Nel corso del 2019 abbiamo passato in rassegna le più diffuse manchevolezze degli automobilisti: dalla sottovalutazione dei vetri sporchi allo scarso uso delle frecce, dal non rispetto delle precedenze alle distrazioni e altro. Prima però di passare ad altre categorie su mezzi a motore, vogliamo soffermarci sull’utenza che coinvolge indistintamente tutti: il nobile pedone. Perché anche quando circoliamo a piedi ci concediamo spesso delle deroghe che possono generare tensione o essere pericolose: il titolo me l’ha infatti ispirato un carissimo amico che, da ragazzo, apostrofò così un automobilista scorretto. E’ vero che il pedone va assolutamente rispettato e privilegiato, in particolare sui marciapiedi e sulle strisce pedonali, ma questa condizione non lo esenta dalla prudenza, dall’attenzione e dal rispetto che lo deve accompagnare in ogni frangente.
Un difetto piuttosto diffuso, ad esempio, è quello di attraversare anche con il semaforo rosso, quando vediamo abbastanza lontani i veicoli in arrivo. Ma non di rado si valuta male la velocità con cui stanno giungendo, soprattutto nelle intersezioni a più strade, col maltempo e nelle ore notturne. Senza contare i riflessi, la rapidità di gambe e la vista che, specialmente con l’avanzare dell’età, sono soggetti a un’inevitabile usura. E purtroppo si vedono persino genitori o nonni con bimbi al seguito che svicolano allegramente col rosso: sono le prime lezioni per futuri utenti che saranno disinvoltamente a rischio per sé e per gli altri.

ANCHE QUALCHE STRANA PROSPETTIVA NEL NUOVO CODICE STRADALE

Sono in discussione varie proposte per quello che sarà il nuovo Codice Stradale e, anche se dovranno essere ancora approvate, ve ne sono alcune che destano qualche perplessità. Si è di nuovo prospettato, ad esempio, l’innalzamento del limite di velocità in autostrada (in alcuni tratti, da definire) da 130 a 150 km/h. Sappiamo benissimo che per talune vetture, data la loro potenza, questo limite è del tutto normale ma, prima di tutto, più che alle vetture bisognerebbe pensare a chi le conduce: “Ha la testa per andare a 150 all’ora?”.

E qui la valutazione diventa ovviamente più ostica. C’è poi un altro fatto: nel 2018, a fronte di una diminuzione dello 0,2% degli incidenti in autostrada, rispetto all’anno precedente, i morti sono aumentati del 10,5%! E’ un fenomeno che capita anche negli week-end e il fattore aggravante è proprio la velocità eccessiva.
In discussione anche il fumo in auto. Anche se siamo solitamente severi con le misure di sicurezza, in questo caso non ci sentiamo di calcare la mano: non ci pare tanto pericoloso il fumare, quanto semmai le distrazioni che lo possono accompagnare, come una sigaretta che cade o la ricerca dell’accendino.
Un’altra proposta piuttosto controversa riguarda poi il sorpasso dei ciclisti ad almeno 150 cm. Ora, a parte la constatazione di una simile misura nel caso di urti o incidenti, sulle migliaia di strade a carreggiata ridotta (come le litoranee o le strade di montagna), per stare larghi si dovrebbe sforare la linea continua oppure rinunciare ai sorpassi per non collidere con i veicoli provenienti di fronte. Pensiamo poi a camion, furgoni e pullman:
dovranno procedere a 20 all’ora per chissà quanti chilometri per non incorrere in un simile reato? Senza infine contare sugli amici ciclisti che non sempre se ne stanno bene a destra.

Da ultimo un’altra bella trovata, sempre per i ciclisti, per i quali è stato proposto uno spazio riservato agli incroci con semaforo, davanti ai veicoli a motore fermi in attesa del verde. Una sorta di pole position. Quando il verde scatterà, i veicoli (che notoriamente sono più veloci dei ciclisti) dovranno aspettare che i ciclisti siano ripartiti e incolonnati (si spera) sulla destra. Ma non sono previsti servizi socialmente utili anche per chi avanza certe proposte?

FANTASTICHERIE SUI PASSAGGI PEDONALI

Non ci sono solo i burocrati che passano le notti a concepire complicazioni per cittadini e imprese: anche vari amministratori locali non vogliono essere da meno. Ultimamente, ad esempio, alcuni Comuni, ignorando il Codice (che prevede i passaggi pedonali solo in bianco e nero), hanno sperimentato passaggi piĂą fantasiosi: da quelli in altri colori a quelli sopraelevati e persino ai tridimensionali.
Ora: quelli in altri colori risultano semplicemente diversi, ma non hanno l’impatto cromatico del bianco e nero, dimostrato come il più visibile. Quelli sopraelevati comportano un costo piuttosto elevato, sono di scarso effetto e, se non sono più che ampi, producono fastidiosi sbalzi alle vetture (come per i dissuasori di velocità), senza contare le ambulanze con feriti magari politraumatizzati e perciò a forte rischio. Le strisce tridimensionali sembrano quelle di maggiore effetto: sembrano infatti dei piccoli muretti, ma, oltre al loro costo, ci fanno pensare a quei conducenti, magari leggermente distratti o con la visuale ridotta dal traffico che, trovandosele improvvisamente davanti, inchioderebbero, rischiando sinistri.
A nostro parere, i più efficaci sarebbero quelli illuminati perpendicolarmente, come si vedono spesso nella vicina Svizzera. Oltre tutto a costi senz’altro minori. Gradiremo naturalmente eventuali considerazioni in proposito!

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