SensibilitĂ  e senso civico: come migliorarci

Prepotenza alle rotonde

Le rotonde, o rotatorie, sono proliferate ovunque (spesso a dismisura) e comunque svolgono una regolarizzazione del traffico, fluidificandolo senza le interruzioni semaforiche.
Solitamente al loro ingresso c’è il segnale di “dare la precedenza”, ossia a quelli che vi stanno circolando e che
provengono dunque da sinistra. In mancanza di questo segnale, la precedenza spetta invece a chi si immette da
destra.
Si è però affermato un comportamento, soprattutto nelle rotonde a traffico intenso, con utenti che, anche col segnale di dare la precedenza, vi si immettono ad alta velocità, solitamente accodati ad altri prepotentelli, ignorando l’obbligo di rallentare e soprattutto costringendo altri utenti, giunti prima di loro da altre strade a monte, a fermarsi e ad attendere che ci sia un varco nella coda. Altro tipo di prepotenza riguarda quelli, e non sono pochi!, che vi si immettono ignorando quelli che già vi stanno circolando e a cui dovrebbero dare la precedenza, innescando tensione, strombazzate e possibili litigi. Non accodiamoci ovviamente a queste mode deleterie!

Bollo auto 2020

Nella scorsa News abbiamo accennato al pagamento con PagoPa e qualcuno ci ha chiesto maggiori delucidazioni: in sintesi, dal 2020 il bollo si potrĂ  pagare solo con tale pagamento elettronico, che
consente il versamento istantaneo alla Pubblica Amministrazione. Il pagamento può essere effettuato
nelle tabaccherie o negli Uffici Postali (con una commissione di 1,50) o nelle Agenzie di pratiche auto,
dove è possibile controllare anche le situazioni pregresse, sanando eventuali inadempienze precedenti.

Buche stradali e risarcimento danni

Attingiamo dalla rivista degli amici di Aneis “Infortunistica stradale” elementi giuridici attinenti all’annoso problema delle buche, che negli ultimi anni ha visto Roma diventarne anche qui la capitale, ma a cui sono collegabili quasi tutte le città.
Generalmente, la responsabilitĂ  di questo fenomeno ormai quotidiano viene attribuita alle amministrazioni comunali, vuoi per scarsa manutenzione o per affidamento a societĂ  inadeguate o inadempienti.
Riguardo al risarcimento in caso di incidenti attribuiti alle buche, tuttavia, la giurisprudenza attribuisce princìpi non sempre favorevoli agli utenti. Vediamo dunque di chiarire le normative di riferimento:
l’art.2043 c.c. obbliga al risarcimento del danno chi lo procura, mentre l’art.2051 c.c. statuisce la “responsabilità oggettiva” al proprietario o al custode. La responsabilità, però, può essere esclusa solo se il danno fosse procurato da un evento improvviso e imprevedibile, il cosiddetto caso fortuito, a cui si appellano spesso i Comuni. Ad esempio, se a seguito di un violento temporale si fosse aperta una voragine sulla strada, l’Amministrazione potrebbe dimostrare di non avere avuto obbiettivamente il tempo per intervenire. Un altro requisito riguarda la condotta del danneggiato: il conducente deve essere sempre concentrato nella guida: se incorresse in una buca a causa del proprio comportamento imprudente o negligente (ad es. eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, distrazione o altro, ma anche se conosca le condizioni del manto stradale percorso) il risarcimento gli
può essere contestato, o riconosciuto un concorso di colpa. Varie sono insomma le particolarità a cui si appellano le Amministrazioni comunali o le concessionarie: se una buca fosse di grosse dimensioni, si tende a ritenere che il conducente che vi fosse incorso, avrebbe dovuto notarla ed evitarla. Al contrario,si tende a concedere i risarcimenti in caso di buche nascoste, ad esempio coperte da foglie e comunque difficilmente percepibili.
Cosa si deve allora fare, incorrendo in una buca? Chiamare gli agenti di Polizia, fotografare il luogo del sinistro (ma occorre che la foto sia corredata dalla data) e possibilmente avvalersi di testimoni. Attivata la propria assicurazione, si dovrà poi conservare il preventivo e/o la fattura per la riparazione dei danni e, in caso di lesioni, il certificato medico del pronto soccorso e di eventuali degenze. Una volta accumulata la documentazione, si potrà inviare una raccomandata AR all’ente responsabile con una formale richiesta di risarcimento.

Catene da neve

Visto che siamo in pieno inverno, riteniamo interessante dire qualcosa in piĂą su questo vecchio strumento, utilizzato tuttora da una consistente quota di automobilisti e camionisti. E non sempre in modo corretto.
Innanzi tutto, per garantire sicurezza a sé e ai trasportati, occorre avvalersi di una catena omologata, sincerandosi che siano marchiate “UNI 11313” o, se prodotte all’estero, “O-norm V-5117”. Poi che siano compatibili con la propria vettura: è questo un particolare talvolta trascurato, magari per risparmiare qualcosa, ma che ne può vanificare l’utilizzo.
Occorre perciò consultare il libretto di uso e manutenzione in dotazione per verificare quali catene utilizzare. Una volta acquistate è opportuno eseguire una prova di montaggio, al fine di essere pronti in caso di dovervi ricorrere. Le catene vanno montate sulle ruote motrici; se la vostra vettura fosse a trazione integrale, verificate sul libretto su quale asse montare le catene. In assenza di istruzioni è consigliabile montarle sull’asse anteriore. Ricordiamo che il Codice della Strada impone un limite di velocità di 50 km/h a chi viaggi con le catene e che è possibile percorrere tratti abbastanza lunghi non innevati (ad esempio una galleria) senza rischi di rottura, rischio che invece si corre con catene non omologate.

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