Crew cittadine all’assalto di treni e metropolitane

L’indagine che ha portato all’arresto di tre giovani milanesi si è conclusa efficacemente grazie alla laboriosa attività messa in campo dall’Unità tutela e decoro urbano della polizia locale di Milano, che si è poi coordinata con l’Avvocatura del Comune di Milano e la magistratura. Le azioni di imbrattamento incriminate sono state messe in atto tra la fine del 2014 e i primi mesi del 2016 e sono state ricondotte a un’unica gang di writer, meglio nota con il nome “Vots” acronimo di “Victims of the System” o “Voice of the Street”. Il processo a carico dei tre ventenni si è ormai concluso da qualche mese, comminando ai colpevoli pene pecuniarie e lo svolgimento di numerose ore di lavoro socialmente utile, oltre al risarcimento a favore dell’Aziende Trasporti di Milano

L’attività investigativa dell’Antigraffiti ha ricostruito ben 54 assalti ai danni delle carrozze della metropolitana, in particolare i convogli della linea verde, e di vagoni di Trenord e Trenitalia, nelle stazioni di Lambrate e Greco.
Le azioni si sono svolte con la tecnica del “backjump”, di corsa sui binari per imprimere il proprio marchio, “tag”, prima che i treni riprendessero la corsa; quasi sempre di notte, nei depositi o ai tronchini di interscambio scelti dai membri della gang che agivano solitamente in gruppo o in alcuni casi in coppia o singolarmente.
La crew Vots si è fatta notare per la prima volta con le tag comparse nel 2014 sui muri di Cernusco sul Naviglio, comune della periferia est di Milano, la sigla è poi comparsa anche a Vimodrone dove è stata notata dagli esperti della polizia locale e poi nel capoluogo lombardo, in particolare nei quartieri di Lambrate e via Padova, dove si trova anche l’istituto scolastico ai tempi frequentato dai tre graffitari.
E’ a questo punto che la gang è passata ai veri e propri assalti ai treni, nei depositi o con la rischiosa tecnica del “backjump”, filmando con telecamere go-pro e smartphone le azioni compiute alle fermate di Gessate, Cascina Gobba, Cernusco e Assago oltre che a Cologno, Gorgonzola e Comasina.

Gli operatori della polizia locale hanno quindi iniziato un minuzioso lavoro di ricerca e ricostruzione delle “tag”, le firme, prima sul territorio e successivamente alla ricerca di corrispondenze sui profili social in rete.
A consentire di chiudere il cerchio l’arresto in flagrante di un writer ucraino sul cui cellulare è stato trovato il numero di uno dei tre componenti la gang Vots, nome in codice “Dvino”. Il passo è stato breve per risalire agli altri due, “Rodeo” e “Mumes”, anche con il supporto dei filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza Atm. A supporto di quanto già scoperto, il materiale informatico sequestrato ai tre, conservato come testimonianza delle azioni compiute e in alcuni casi esibito sul web, e le confessioni dei giovani incriminati in sede di interrogatorio.
A coordinare gli investigatori il pubblico ministero Ramondini che ha accolto le richieste di patteggiamento, poi ratificate dal giudice, per una pena di quindici giorni di reclusione poi sospesa e tramutata in una sanzione pecuniaria da 3.750 euro, a cui si sono aggiunte 1.050 ore di “attività non retribuita a favore della collettività” svolte presso una residenza per anziani del Comune e 22.000 euro di risarcimento ad Atm.

Fabiola Minoletti, esperta di graffitismo vandalico che ha censito e studiato le dinamiche interne e le connessioni esterne di numerose bande di writer, non può che ritenere positiva l’indagine da poco conclusasi con la condanna a carico dei tre writer della crew “Vots” e tiene a precisare l’importanza di non abbassare la guardia di fronte a un fenomeno in continuo mutamento a cui è bene porre un argine in maniera costante.
“Noto un continuo cambiamento – dice parlando della nascita di nuove crew sul territorio milanese – con gruppi che ormai tendono ad avere vita brevissima e il cui elemento aggregatore non è più nemmeno tanto l’atto vandalico del graffitismo quanto in generale la messa in opera di comportamenti borderline, a volte estemporanei coinvolgendo anche elementi esterni alla gang, in alcuni casi anche ragazze. Questo non significa che alcune crew storiche non resistano, una fra tutte la “Delirium”, sigla “Dlr”, che resta in attività nonostante alcuni suoi membri siano stati indagati dalla polizia locale, ma i nuovi appartenenti alle gang sembrano mettere in pratica comportamenti con dinamiche di altro genere, con assalti mordi e fuggi e senza un criterio ben preciso, senza badare al lato “estetico” del gesto quanto con la volontà di compiere un’azione di vandalismo, magari dopo una serata passata insieme in giro per locali”.

“Ci sono quindi sigle che compaiono e poi spariscono per sempre, un esempio la “Lps”, acronimo di “Liberi per sempre”, molto presente in zona piazza Risorgimento, o writer solitari che si muovono in autonomia senza legami con altre gang. Altro elemento di novità, unitamente al drastico calo di assalti in metropolitana, l’emergere di azioni ai danni di treni a lunga percorrenza fermi nelle stazioni, in particolare diretti in Francia e Svizzera, un modo per far acquisire alle tag visibilità anche all’estero”.
E’ di pochi giorni fa la notizia di un assalto notturno da parte di writer spagnoli ai convogli Atm nel deposito di Gorgonzola; il blitz è però fallito poiché i tre giovani sono stati fermati dagli addetti alla sicurezza dell’azienda trasporti milanese e consegnati alle forze dell’ordine, che li hanno identificati e denunciato per il reato di tentato imbrattamento in concorso. Anche il materiale video detenuto dai graffitari è stato sequestrato, andando ad aggiungersi alle numerose testimonianze raccolte in questi anni dagli inquirenti che hanno iniziato a seguire la pista spagnola fin dal 2008, quando la polizia locale di Milano si era recata a Madrid seguendo le tracce di undici sospettati di aver imbrattato con le proprie tag i treni della metropolitana milanese.

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