Statistiche degli incidenti: non solo freddi numeri

Capita a tutti di sentire, ad esempio in tv: “Incidente sull’A14. Un morto” e la nostra materia grigia elabora che è capitato un decesso, dispiacendoci per la vittima ma dandoci ben poco peso. Invece, nel 2018 e ogni giorno sono state ben nove le persone che hanno perso la vita in incidenti stradali e 665 quelle che hanno riportato ferite, il 20% delle quali con esiti invalidanti.
E’ questo un primo dato dell’analisi che Fraternità della Strada compie ogni anno sul rapporto Istat, limitandosi ai dati essenziali e approfondendoli con nuovi e opportuni parametri. Nel 2018 incidenti, morti e feriti sono diminuiti, ma solo attorno all’1,5 – 1,7%. Sulle autostrade, che dovrebbero essere le più sicure, i morti in incidenti sono addirittura aumentati del 10,5% rispetto al 2017.
“Malgrado la diffusione di strumenti di dissuasione della velocità”, come sosteniamo nel nostro rapporto, “ai richiami sull’uso sconsiderato dei cellulari e sull’abuso di alcolici e di sostanze psicotrope, sulle strade persiste un clima di superficialità, di presunzione e di deresponsabilizzazione personale”.
Qualche curiosità: rapportando il numero degli incidenti e degli infortunati sulle popolazioni locali e contrariamente alle impressioni generali, le regioni meridionali si rivelano come quelle con il tasso meno elevato. Liguria, Toscana, Emilia Romagna quelle dove gli incidenti e le vittime sono più numerose. Nell’arco della settimana, il sabato e soprattutto la domenica sono i giorni in cui si registrano meno incidenti, ma anche il numero più elevato di morti, ma non i feriti, segno lampante che nei fine settimana, a fronte di una diminuzione dei veicoli circolanti, prevale una concessione alle trasgressioni e agli esibizionismi. Lo stesso fenomeno lo si riscontra negli incidenti “per mese”: in agosto, quando subentra una maggiore stanzialità, diminuiscono notevolmente gli incidenti ma aumentano paurosamente i morti, a conferma dell’accantonamento dei freni inibitori, in particolare con equipaggi formati da giovani. Quanto ai sessi, in ogni categoria veicolare i “conducenti” maschi infortunati prevalgono sulle femmine (nella totalità il 72 contro il 28%), ma qui occorrerebbe considerare
quanti siano, sempre per categoria, gli uomini e le donne effettivamente circolanti. Quanto infine agli incidenti e agli infortunati “per categoria di veicolo”, dai dati ufficiali Istat si ricaverebbe una graduatoria che vede logicamente in testa le autovetture, con i mezzi pubblici (ad es.) al 6° posto.
Ma con il parametro introdotto da Fraternità della Strada “sul parco veicoli”, si rileva come al primo posto balzino i mezzi pubblici (ovvio: per la frequenza e per la massa dei passeggeri trasportati), mentre le autovetture arretrano al 5° posto!
Nota: il rapporto globale sarĂ  presto messo a disposizione sul sito di FraternitĂ  della Strada – Mondo X.

SensibilitĂ  e senso civico: come migliorarci

LE DISTRAZIONI

Chi è senza peccato scagli…Diciamo la verità: quante volte stigmatizziamo i cattivi comportamenti altrui e quante minimizziamo o giustifichiamo i nostri? E’ il caso delle distrazioni al volante, che sono davvero tante!
Qui ne raffiguriamo alcune. Ma ce ne sono molte altre: radio, regolazione climatizzatore, consultazione di documenti, sigarette, ricerca oggetti, effusioni con partner, canti e giochi in compagnia, aggiustamento specchietti, controllo bimbi e animali, addirittura televisorini o giochi su monitor…
Ricordiamo che, a 100 km/h, in un secondo si percorrono 28 metri e se si è distratti, sono 28 metri al buio, in cui può succedere qualcosa che può sconvolgere la vita propria e altrui.

FARMACI E GUIDA: OCCHIO ALLE MULTE!

E’ certamente noto a tutti che il Codice della Strada vieta la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Non tutti invece sanno che l’art.187 del CdS elenca una serie di sostanze psicotrope e di princìpi attivi che sono contenuti in molti farmaci di uso relativamente comune: “Chiunque guidi in stato di alterazione psico-fisica dopo avere assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi a un anno”. E ciò è rivolto ai conducenti di qualsiasi veicolo, biciclette comprese.
Quali i medicinali a rischio? Quelli a base di morfina e sostanze analgesiche oppiacee, comunemente utilizzate nella terapia del dolore. Quelli di origine vegetale a base di cannabis, il cui uso in Italia è stato recentemente approvato per varie patologie. I barbiturici. Le benzodiazepine di cui fanno parte tranquillanti come Lexotan, Xanax, Tavor, Valium.
Ricordiamo anche che alcuni farmaci, pur non essendo vietati, come gli anticonvulsivanti, antistaminici e anticinetosici (contro il mal d’auto) possono alterare lo stato psico-fisico.
Occorre tenere presente che il CdS inasprisce, raddoppiando, le sanzioni e revocando la patente se il reato di guida in stato di alterazione comporta un sinistro.
Senza entrare nel merito dei meccanismi atti a rilevare la responsabilità penale e della necessità di provare sia l’assunzione di sostanze vietate che l’effettiva alterazione da esse provocata (recentemente è stato introdotto uno strumento “drugtest” simile concettualmente all’etilometro), bisogna che i guidatori che adottano una terapia farmacologica contenente uno o più princìpi attivi presenti nella tabella di quelli vietati eseguano una visita presso la Commissione medica locale di riferimento al fine di ottenere una patente “speciale” per avere una valutazione di idoneità alla guida “anche con l’assunzione di farmaci che la possono influenzare”.
Il Ministero della Salute aggiorna periodicamente tale elenco, consultabile a questo indirizzo:
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=3729&area=sostanzeStupefacenti&menu=vuoto.

I FARI DELL’AUTO SOTTOVALUTATI

Generalmente le cure dell’auto vanno rivolte al motore nei suoi vari componenti, alla carrozzeria, ai pneumatici. Piuttosto dimenticati i fari ai quali, invece, occorrerebbe prestare una maggiore attenzione: i fanali, infatti, col tempo tendono a opacizzarsi e ciò non solo li rende antiestetici, ma soprattutto meno efficaci per la sicurezza. E questa compromissione è più evidente nei fari in policarbonato, dal design più moderno, ma più delicati. L’ingiallimento della plastica trasparente delle luci è determinato dall’esposizione alla luce solare, ai vari agenti
atmosferici e anche ai prodotti usati per la pulizia delle vetture. Oltre tutto, un’eccessiva opacizzazione dei fari può fare sì che il mezzo non passi la revisione.

Per rigenerare i fari ci si può ovviamente rivolgere a un carrozziere di fiducia, che può garantire un risultato perfetto, ma ci sono in commercio anche dei kit faidate, con prodotti abrasivi specifici e dal costo alquanto variabile. Qualcuno suggerisce una semplice pulizia con una soluzione di acqua distillata e bicarbonato di sodio, ma tutto dipende dall’effettivo stato dei fari. Cogliamo altresì l’occasione per ricordare un altro particolare: ogni tanto controlliamo l’esattezza dei fasci di luce proiettati dai fari; non è infrequente, infatti, notare vetture i cui anabbaglianti, male orientati, diventano abbaglianti, con fastidi e pericoli per chi le incrocia.

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