“I PACCHI” , trucchi per derubare gli automobilisti

Un’altra campagna di Fraternità della Strada, non specificatamente educativa, ma certamente utile per evitare raggiri e guai agli automobilisti. Dopo un incontro con l’Assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, e con il Direttore Generale Fabrizio Cristalli, che hanno subito colto l’importanza dell’iniziativa, Regione Lombardia non solo ha concesso il proprio patrocinio, ma ha anche disposto l’invito a tutte le Polizie Locali della regione a dare diffusione alla locandina “I pacchi”, di cui hanno fornito il file a partire dal 20 maggio

Il raggiro degli automobilisti, da parte di numerosi malfattori, è diventato seriale e Fraternità della Strada ha pensato bene di creare una forma di informazione e di prevenzione con una locandina che, avvalendosi di opportune immagini a firma di R. Smisech, descrive le tecniche usate dai lestofanti e le relative contromisure: si va dal trucco dello specchietto rotto al falso turista, dal finto infortunato alle uova sul parabrezza e altro ancora.
Purtroppo la fantasia dei delinquenti è fervida e perciò anche Regione Lombardia ha accolto favorevolmente questa campagna detta “di accortezza stradale”, in modo che gli automobilisti possano fare maggiormente muro alla delinquenza dilagante.

SensibilitĂ  e senso civico: come migliorarci – I VETRI SPORCHI

E’ stato stimato che un buon 60% degli automobilisti viaggia con i vetri sporchi o rigati.
E’ risaputo (o si dovrebbe sapere!) che una corretta visibilità è il primo aspetto che ogni conducente dovrebbe curare e si dovrebbe altrettanto sapere che rigature e vetri sporchi possono essere causa, soprattutto con il sole basso e di fronte, di pericolose rifrazioni e brevi accecamenti, sufficienti tuttavia a non vedere ad esempio un ostacolo improvviso o un pedone che attraversa, con conseguenze che possono essere tragiche.
Non trascuriamo dunque questo aspetto fondamentale per una guida sicura e, anche se abbiamo fretta, dedichiamo qualche minuto ad assicurarcelo!

FraternitĂ  della Strada al Giro d’Italia

Grazie al dinamismo del nostro delegato per la Provincia di Treviso, Nicola Pillonetto, anche quest’anno una vettura bardata con l’emblema dell’associazione ha partecipato ad alcune tappe nel Veneto e Trentino, portando un messaggio di solidarietà e di amicizia stradale, che alcuni media locali hanno sottolineato con simpatia. E’ anche grazie a queste iniziative che si può prospettare quel nuovo modo di concepire la convivenza stradale perseguita da Fraternità della Strada.

Veicoli elettrici: un pericolo la silenziositĂ ?

La nostra associazione si fa portavoce di una crescente preoccupazione, da parte degli utenti (soprattutto
pedoni), sulla silenziosità di auto e moto elettriche: aumentano infatti le citazioni di casi in cui si sia corso il rischio di investimenti non avendo percepito l’arrivo di tali veicoli.

Anche la UE si è mossa, prospettando alle case produttrici l’obbligatorietà di un sistema in grado di emettere un avvisatore acustico che possa essere percepito da soggetti potenzialmente a rischio.
Ma, in attesa di effettive applicazioni e prevedibili complicanze, ci parrebbe alquanto opportuna un’adeguata azione informatrice.
Sembra un paradosso, date le risapute lamentele derivanti dall’inquinamento acustico e l’iniziale apprezzamento sulla silenziosità dei veicoli elettrici ma, in effetti, sia a livello razionale che nel nostro subconscio, ci siamo abituati ad allertare la nostra attenzione nel traffico certamente a livello visivo, e anche uditivo. E non solo come pedoni: anche alla guida di un mezzo è essenziale percepire i rumori. Del resto, ci sarà una ragione per cui, per ottenere la patente o per il suo rinnovo, dobbiamo assicurare non solo una vista, ma anche un udito adeguato.
Con tale evoluzione nel campo motoristico dovremo insomma abituarci a controllare visivamente il traffico con molta piĂą accuratezza, anche in considerazione dei crescenti fattori distrattivi (in particolare pedoni che attraversano telefonando).

Decreto lacunoso per i guardrail

Dopo che da parecchi anni alcune associazioni, tra cui la nostra Fraternità della Strada e con “Motociclisti incolumi” in prima linea, hanno evidenziato la pericolosità dei guardrail per i motociclisti, il Ministero delle Infrastrutture ha finalmente pubblicato un decreto che impone l’installazione dei DSM (Dispositivi Salva Motociclisti) nei punti più pericolosi, le curve.
Esultiamo? No. Da un’intervista pubblicata da Motospia.it e realizzata da Giovanna Guiso, giornalista esperta in prevenzione da traumi da incidente stradale e nostra associata, all’Avv. Barbara Vancini, specializzata in Responsabilità Civile e Pubbliche Amministrazioni, alla domanda “Siamo a una svolta sulla sicurezza dei motociclisti?”, la risposta è: “Purtroppo no. Se è già difficile installare i DSM sui guardrail esistenti, dopo l’entrata in vigore del decreto sarà impossibile”.
Sintetizzando, i DSM non si potranno installare o sperimentare su tutto ciò che è preesistente al 2011, ossia il 90% dei guardrail esistenti, privi di marcatura CE. Agli articoli 5 e 6 il nuovo decreto dispone l’obbligo di crash test su ogni modello di guardrail, circostanza che non potrà essere attuata da alcuna azienda produttrice perché troppo onerosa e per la carenza di guardrail su cui e seguire i test.
Il decreto, poi, stabilisce per i Comuni delle linee guida per l’installazione dei DSM, ma senza alcuna sanzione in caso di violazione. Ciò comporta che le PA potranno aggirare le norme di legge e il decreto stesso, senza conseguenze. C’è in effetti una norma in cui si richiedono alle PA le motivazioni per le omesse installazioni, ma sempre senza sanzioni in caso di mancata relazione.
In conclusione, il decreto offre varie giustificazioni per non montare i DSM e presta il fianco a una serie di eccezioni in sede giudiziale che preservano Comuni, Province, Anas e CittĂ  Metropolitane da eventuali responsabilitĂ .

 

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