News da FraternitĂ  della Strada – Mondo X

MINICORSO DI MALEDUCAZIONE STRADALE

Abbiamo da poco rilanciato questo Corso, che potrebbe essere utilizzato (gratuitamente) da amici e associati insegnanti, educatori e altri interessati.
Secondo le ultime rilevazioni statistiche, ogni giorno, in Italia, 10 persone perdono la vita in incidenti stradali e altre 700 rimangono infortunate, il 20% delle quali con esiti invalidanti. Ripetiamo: “ogni giorno”! Nel
totale degli infortunati “sotto i 17 anni” si contano circa 2.800 pedoni, 1.500 ciclisti, 4.500 ciclomotoristi o motociclisti.
Fraternità della Strada, nel comparto relativo all’Educazione Stradale, ha inserito un particolare strumento, il “Minicorso di Maleducazione Stradale”, molto adatto alle strutture che gestiscono bambini e ragazzi, ma anche con la possibilità di coinvolgere le stesse famiglie: scuole, oratori, clubs, associazioni, dove maggiori dovrebbero essere la sensibilità e l’attenzione verso i problemi sociali.
La finalità è sempre quella di promuovere una nuova consapevolezza della nostra convivenza stradale e un maggiore senso di responsabilità personale, non con infruttuosi metodi cattedratici, ma attraverso l’arma dell’ironia, anche se ovviamente con risvolti amari.
* Il Corso, gratuito come tutte le opere di Fraternità della Strada e il cui file viene trasmesso in via telematica ai richiedenti, è composto da 26 slide in cui vengono messe alla berlina le manchevolezze e le trasgressioni delle varie categorie di utenza stradale;
* le illustrazioni sono accompagnate da pungenti didascalie e sarebbe dunque sufficiente una visione
d’insieme, ma la conduzione di una persona un po’ brillante, che le legga ad alta voce, sarebbe certamente più incisiva;
* al termine si può sollevare un dibattito (solitamente molto vivace), avvalendosi magari della presenza
di qualche esperto (ad es. un agente di Polizia Stradale o Locale);
* un ulteriore contributo finale può avvenire con la proiezione dell’alternativa di Fraternità della Strada, richiedibile in via telematica, con slide in cui vengono aggiunti degli elementi psicologici e sociali, sempre piacevolmente illustrati e comprensibili anche da bambini e ragazzi.

BICICLETTE CONTROMANO?

Stanno fiorendo alcune evoluzioni nel Codice della Strada, come tornare ai 150 k/h in autostrada o il divieto di fumare in auto.
Sta tornando poi alla ribalta una richiesta di qualche anno, fonte di discussione e (finora) di accantonamento: quella di consentire ai ciclisti di andare contromano. Detta così, pare a tutti una misura del tutto azzardata, ma al Ministero delle Infrastrutture stanno precisando che potrebbe essere consentita lungo strade di almeno 4,25 mt. di carreggiata e nelle ZTL (Zone a traffico limitato).
A noi pare che anche lungo una strada larga 4,25 metri, ma a doppio senso di marcia, la misura sia del tutto improponibile. Forse lo sarebbe solo se la strada fosse a senso unico. Ma anche in questo caso, considerando che ci sarebbero ciclisti che vanno nel senso di marcia e ciclisti contromano e che oltre alle auto circolano anche camion e pullman, che non sono lillipuziani…mah! E voi che ne pensate?

CONVEGNO SUL MONDO DELLE DUE RUOTE

Abbiamo molto volentieri partecipato a questo Report con cui è stata presentata la terza ricerca promossa da Confindustria ANCMA e da Legambiente, con la collaborazione di Ambiente Italia, a cui hanno risposto 83 dei 104 Comuni interpellati.
Questa la nostra sintesi:
– Il mercato delle biciclette è leggermente regredito nel 2017 (-1,03%), ma risulta in crescita quello delle bici elettriche (+19%), anche se va osservato che rappresentano un decimo delle biciclette;
– Le moto immatricolate nel 2018 sono cresciute del 12,7% e gli scooter del 3,7%, mentre i ciclomotori sono diminuiti del 12,3% (con un raddoppio, però, degli scooter elettrici).

Un punto critico ha riguardato le misure di sicurezza adottate dai Comuni per i ciclisti e soprattutto
per i motociclisti: solo il 20% ha promosso incentivi in tale senso, contro il 25% dell’anno precedente.
Qualche curiositĂ : le cittĂ  dove le moto risultano piĂą utilizzate sono Imperia, Livorno, Salerno e Pesaro.
Quelle in coda: Foggia, Crotone, Cosenza e Nuoro.
Quanto al bike-sharing, i Comuni che se ne sono dotati sono passati dal 61% del 2015 al 65% del 2017.
Il maggiore numero di abbonati (rispetto alla popolazione) si registra a Milano, seguito da Bergamo, Brescia e Torino. Quello minore a Genova, Firenze, Perugia e Pavia.
Pur con tutte le comprensioni e le eccezioni del caso, è chiaro che se un mezzo pratico ed ecologico come la bicicletta venisse più utilizzato, ci guadagneremmo tutti. Si è affermato in paesi nordeuropei, che non godono certamente del nostro clima (bombe d’acqua a parte…) e solo in poche nostre città costituisce una sana abitudine. C’è comunque da considerare che, da noi, le buone intenzioni sono spesso frustrate dai dilaganti furti di biciclette e dei loro singoli pezzi, un fenomeno ancora poco contrastato.

GUARD-RAIL SALVA MOTOCICLISTI

Periodicamente e da vari anni, anche Fraternità della Strada, oltre ovviamente a riviste motoristiche e a qualche altra associazione (in particolare l’Ass. Motociclisti Incolumi) solleva il problema della pericolosità dei guard-rail: quelli attuali (definiti persino “ghigliottine”), infatti, sono pericolosi soprattutto per i motociclisti i quali, in caso di impatto, rischiano gravi traumi se non addirittura la vita.
Sollecitato da Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry, giovane motociclista deceduta a seguito dell’urto contro un guard-rail, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a punto una nuova norma, sottoposta all’approvazione dell’Unione Europea, che obbligherà i gestori delle strade a installare alla base dei guard-rail i DSM (Dispositivi Salva Motociclisti), nei tratti più pericolosi e con un’elevata e accertata incidentalità.
Quando la norma sarĂ  effettivamente in vigore finalmente i motociclisti non rischieranno paraplegie, tetraplegie, amputazioni o decapitazioni.

 

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