Visita alla Fabbrica d’armi Pietro Beretta

Il 17 maggio scorso, E-Police ha organizzato una visita guidata presso lo stabilimento della Fabbrica d’Armi Beretta in Valtrompia, durante la quale i partecipanti hanno avuto accesso sia alle strutture produttive della fabbrica che ai laboratori artigiani dedicati alle manifatture di maggior pregio, come alla villa padronale di proprietĂ  della famiglia Beretta, che ospita anche un ricco museo delle armi, raccolte nei secoli per raccontare l’evoluzione nel tempo nella realizzazione e utilizzo delle armi da guerra e da difesa personale

Raggiunti al nostro arrivo presso la fabbrica dagli addetti all’accoglienza e alla sicurezza della Beretta, dopo alcune indicazioni sulla dislocazione delle strutture produttive, le guide assegnateci per la giornata hanno preso in carico i due gruppi in cui siamo stati suddivisi e la visita vera e propria ha avuto inizio.

Partendo dall’elegante showroom Beretta, dove è possibile ammirare sia alcuni degli ultimi modelli di armi da tiro sia una porzione dei reparti produttivi, ci siamo poi spostati negli spazi dedicati alle lavorazioni a mano, realizzate ancor oggi in buona parte da artigiani specializzati che riproducono fedelmente le richieste che giungono in Beretta dai clienti in Italia e in gran parte dall’estero (in particolare da Inghilterra e Stati Uniti).
Se infatti alcune parti delle armi vengono prodotte meccanicamente, una grossa porzione del lavoro viene fatta da personale altamente specializzato, proveniente da percorsi di studi poi raffinati internamente alla Beretta.
Come le guide e gli stessi operai e artigiani ci hanno mostrato, il lavoro richiesto per confezionare fucili e armi corte di una certa tipologia è particolarmente complesso e richiede molte ore di lavoro e capacità che si acquisiscono solo con anni di esperienza. I modelli di armi, e il relativo valore economico, variano quindi in base alla quantità di tempo che il singolo artigiano dedica alla loro realizzazione.

Anche nel prosieguo del tour, grazie alle dettagliate spiegazioni ricevute da una delle responsabili di produzione, abbiamo potuto verificare quanta parte del lavoro, seppur meccanizzata, richiede il controllo attento e sapiente degli addetti interni, tutti altamente specializzati.
In Beretta, tra le aziende leader a livello mondiale nel settore armamenti, tutto il processo produttivo è ai massimi livelli, sia in termini di organizzazione che di controllo della qualità; durante la visita, le guide ci hanno mostrato i sistemi computerizzati con cui ciascuna parte del processo per arrivare al prodotto finito viene monitorata tramite controlli computerizzati.
Anche i singoli macchinari sono all’avanguardia e vengono periodicamente aggiornati, arrivando ormai a includerne di ‘intelligenti’ che lavorano in completa autonomia, segnalano eventuali problematiche e, se necessario, si autoregolano o, quando questo non è possibile, avvertono direttamente il sistema centrale che segnala il guasto al singolo tecnico di riferimento per quella specifica parte del sistema produttivo.
Prima di raggiungere la villa della famiglia Beretta, con annesso museo delle armi, il gruppo è stato accolto da due dei responsabili del brand per ricevere ulteriori informazioni su quanto realizzato a livello produttivo e commerciale dal marchio Beretta, che nel tempo ha acquisito anche alcuni tra i maggiori brand del settore.

Partendo dalle origini di Beretta, che, come attestato da documenti dell’epoca, affondano le radici nell’attivitĂ  svolta per la Repubblica di Venezia giĂ  a partire dal XVIII secolo, abbiamo seguito l’evoluzione nei secoli di questa fabbrica, indissolubilmente legata alla famiglia nel corso delle generazioni, che oggi conta stabilimenti e filiali in molti Paesi nel mondo e che può vantare una vastissima produzione di armi per uso militare e privato, per il settore sportivo, nonchĂ©, da alcuni anni una linea di abbigliamento dedicata.
La visita si è poi conclusa raggiungendo la villa circondata dal lussurreggiante parco, che ospita una preziosa collezione di armi di tutti i tipi e le fogge, a partire dall’epoca rinascimentale e suddivise in base ai loro usi e destinazioni.
Un ringraziamento particolare, per la riuscita della giornata, va all’assistente capo e coordinatore della Polizia di Stato Attilio Di Nunzio, del commissariato di Milano centro.

 

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