Cosa ha imparato la Turchia dal terrorismo?

Con la caduta dell’Unione Sovietica e l’affermazione del mondo multipolare molti Paesi un tempo allineati al blocco sovietico piuttosto che a quello americano hanno iniziato a rivendicare una nuova forma di protagonismo e di dinamismo sul piano internazionale. Tra di essi si sta distinguendo la Turchia che, soprattutto con l’avvento al potere di Recep Tayyp Erdogan, si sta ponendo come attore protagonista nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. Il governo di Ankara sta inoltre promuovendo una propria narrazione che descrive il protagonismo turco come figlio di una missione superiore che lo vede combattere i propri nemici vecchi e nuovi: il Pkk e il suo marxismo-leninismo, l’imperialismo, il terrorismo e le societĂ  segrete turche che complotterebbero contro la nazione. Il governo si sta anche avvalendo dell’appoggio di una serie di gruppi, associazioni, fondazioni e confraternite che diffondono questo racconto in patria e all’estero. Obiettivo di queste pagine è quello di presentare la situazione che interessa la Turchia dando direttamente voce a tutte le parti in causa. Dopo avere fornito un excursus storico su come la Turchia si sia sviluppata fino a diventare quella che è oggi (vedi articolo), presentiamo adesso la narrazione del governo turco attraverso la penna di Adnan Oktar, uno dei suoi sostenitori piĂš attivi e influenti

Il Medio Oriente è una zona complicata. Afflitta ovunque da lotte e distruzione, la Turchia ha grandi responsabilità e un’importante missione in quanto parte di questa problematica zona geografica. È per questo motivo che, data la missione intrapresa e la sua importanza geopolitica, la Turchia ha attraversato e sta tuttora attraversando periodi di grandi difficoltà.

CosÏ come i colpi di Stato e il terrorismo rappresentano eventi durevoli e interconnessi per il Medio Oriente, lo stesso purtroppo vale anche per la Turchia. Il tentato colpo di stato avvenuto in Turchia il 15 luglio 2016 è stato una lezione cruciale in termini di riconoscimento sia delle organizzazioni terroristiche, che della infida struttura alla quale la Turchia deve far fronte. Questo tentativo di colpo di stato ha portato alla consapevolezza che la Turchia non solo deve confrontarsi con le organizzazioni terroristiche che non nascondono il loro vero volto e le loro reali intenzioni, ma anche con quelle ipocrite che si sono infiltrate nello stato, come la FETO.

Lo stato di emergenza, in vigore dal momento del tentato colpo di Stato, mira a smascherare questa profonda e infida organizzazione. Essendosi infiltrata in molte delle principali istituzioni, dall’esercito alla polizia, dal sistema giudiziario a quello politico, dai mass media al sistema economico, questa organizzazione, martirizzando quasi 250 civili, ha dimostrato che il suo amaro sentimento di inimicizia non è rivolto solo nei confronti di coloro che governano la Turchia, ma di tutto il popolo turco. Questo è indice del fatto che il terrorismo che oggigiorno sta affliggendo la Turchia, è tutt’altro che una questione marginale.

L’affiliazione della FETO all’organizzazione terroristica PKK, che negli ultimi 40 anni ha perpetrato violenti attacchi all’interno dei confini della Turchia al fine di impadronirsi della parte sud-orientale del paese, ovviamente non è stata una sorpresa. Il “processo di soluzione” avviato nel 2014 e basato sulla negoziazione con l’organizzazione terroristica stalinista PKK, ha proposto diversi vantaggi al PKK in cambio della deposizione delle armi. In quel periodo, discutendo in merito a questo problema abbiamo posto grande enfasi sui seguenti potenziali pericoli:

  1. Un’organizzazione terroristica stalinista che si affida esclusivamente alle armi, non potrà mai deporre le armi.
  2. La promessa di deporre le armi e ritirarsi dal Paese non si realizzerà mai; dal Paese verranno mandati via solo i terroristi malati e quelli mutilati e l’organizzazione darà così nuova vita alla sua unità militare, fingendo un ritiro dal Paese.
  3. Nel frattempo, i membri dell’organizzazione terroristica saranno dislocati nelle città, dando forma alla struttura urbana dell’organizzazione.
  4. Questo permetterà all’organizzazione di fingere di aver deposto le armi mentre, in realtà, si stabilizzerà nelle città, e stabilirà il suo dominio nella regione.

Dato che la situazione iniziava ad evolversi esattamente come da noi previsto, il Governo turco ha prestato attenzione ai nostri avvertimenti e, con una manovra improvvisa, ha sospeso il processo di soluzione. Altri Paesi potrebbero aver utilizzato il metodo di riconciliazione nella loro lotta contro il terrorismo; tuttavia, sicuramente questo metodo non si rivelerà una soluzione per il problema del PKK in Turchia. Il primo e principale motivo di questo è il fatto che l’organizzazione terroristica PKK desidera fondare uno Stato comunista anarchico: a tal fine, il PKK fa pressione con le sue richieste territoriali e propaga, a livello mondiale, il sistema comunista che intende stabilire nei territori strappati alla Turchia. Pertanto, un’organizzazione terroristica come il PKK sarà disposta a stipulare un accordo solo se le sue richieste territoriali verranno soddisfatte. Questo, tuttavia, è fuori discussione per il popolo e il governo turco.

Pertanto, se la lotta armata non produce i risultati desiderati e la negoziazione non è un’opzione, si può concludere che il problema è insolubile? Sicuramente no. Come per tutte le questioni riguardanti il ​​terrorismo, anche il problema del PKK è, fondamentalmente, un problema ideologico. Ciò che spinge le persone a imbracciare le armi e aderire al PKK è l’ideologia stalinista. Nonostante i tentativi di mascherarsi da organizzazione completamente indipendente sotto l’ombrello del PYD (il PKK e il PYD sono due facce della stessa medaglia) per poter essere in grado di accattivarsi i favori degli USA, è chiaro che il comunismo anarchico è sempre rimasto l’ideologia di fondo dell’organizzazione. Quindi, le ragioni ideologiche che stanno guidando questi gruppi nelle grinfie dell’anarchismo e del comunismo, devono essere accuratamente esaminate e confrontate con la corretta risposta scientifica. A questo scopo bisogna identificare i metodi che possono fornire tale risposta scientifica, oltre che educare i giovani a una matura coscienza nazionale. Sebbene la coscienza nazionale turca si sia manifestata in modo estremamente coraggioso durante il tentato colpo di stato del 15 luglio, è estremamente necessario sviluppare a livello nazionale una politica educativa incentrata su questo obiettivo.

Lo stesso vale per l’organizzazione FETO. Nel senso più ampio, la FETO è un’organizzazione terroristica che opera sotto il comando di alcune potenze straniere segrete e al fine di soddisfare le loro richieste. La FETO ha eseguito i loro ordini e creato divisione all’interno della Turchia. L’insidioso modus operandi impiegato dall’organizzazione, senza dubbio rende la situazione ancora più difficile sia per il governo turco, che per la nazione turca. Ci sono dei passi cruciali e fondamentali che la Turchia deve intraprendere per evitare di ritrovarsi di nuovo a dover fronteggiare questo tipo di attacchi. Il fatto che coloro che hanno tradito la Turchia siano persone cresciute e addestrate proprio in Turchia, ha fatto sorgere delle domande in merito a come e attraverso quali metodi siano stati manipolati. Le persone che si fanno facilmente influenzare fino a diventare dei traditori, di solito sono persone cresciute in ambienti nei quali regna la piaggeria a discapito dei sentimenti nazionali. Per questo motivo è fondamentale che, nel Paese, i giovani vengano educati ad avere una missione ideologica nella loro vita e che le azioni vengano rivolte al raggiungimento di questo obiettivo.

Il terrorismo è in definitiva un problema radicato nell’ideologia. Se una persona o un gruppo di persone imbraccia le armi e cerca di imporre un’idea, significa che quella persona o quel gruppo ha riposto la propria fede e ha creduto intensamente in un’ideologia errata ed estremamente pericolosa. Significa che è stata raggirata, anche se inconsapevole dell’inganno. Questo è possibile quando una persona non è mai stata a conoscenza delle prove scientifiche che dimostrano l’erroneità dell’ideologia in cui crede. Per la Turchia, un paese nel cuore del Medio Oriente che funge da ponte tra diverse civiltà, gli sforzi per aumentare la consapevolezza ideologica rivestono un’importanza cruciale. A questo proposito, la grave manchevolezza è l’unico elemento che ha consentito al PKK di sopravvivere in Turchia per 40 anni, e che continua a spianare la strada a nuove organizzazioni traditrici come la FETO. Naturalmente, per discutere sulle organizzazioni terroristiche è necessario affrontare anche i fattori esterni che le alimentano e le rafforzano. Questo, tuttavia, sarà oggetto di un altro articolo.

 

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