La giornata della Sicurezza e FraternitĂ  stradale

Quella che era la “Giornata della Fraternità della Strada”, dallo scorso anno viene gestita dalla Regione Lombardia come “Giornata della sicurezza e della fraternità stradale”. Anche se abbiamo preferito lasciare totalmente alla Regione ogni onore e onere, i membri del nuovo Comitato promotore hanno voluto gentilmente riconoscere in qualche modo la paternità della nostra iniziativa, mantenendo il termine “fraternità” nella titolazione

Sabato 11 novembre si è svolta a Milano la seconda edizione sotto questa egida e noi stati ben lieti (e, confessiamolo, con un pizzico di orgoglio) di vedere continuato il nostro intento di festeggiare quanti, agenti dei vari Corpi e volontari del soccorso, operano in difesa della nostra vita sulle strade. Dopo la Benedizione delle rappresentanze è seguita in una sala del Pirellone la cerimonia delle benemerenze. Molto opportuna la partecipazione di vari studenti, che hanno potuto così conoscere delle realtà umane e sociali colpevolmente ignorate, se non in qualche caso vilipese.

CI SIAMO RICORDATI?

le gomme invernali, oppure “All season” o le catene da neve specifiche per la propria vettura!
Le date di inizio e fine obbligo possono variare in certe localitĂ , in cui i relativi Comuni devono provvedere alla segnalazione con appositi cartelli.

IN AUMENTO LE AUTO SENZA ASSICURAZIONE

Un paio di anni fa erano stimate in tre milioni e mezzo. Adesso pare che siano addirittura cinque milioni, ossia circa il 12%: sono i veicoli non coperti da assicurazione o sotto copertura di Compagnie fantasma o in corso di fallimento. E’ decisamente troppo! La probabilità di incorrere in un incidente con un veicolo non assicurato ha raggiunto una percentuale inammissibile in un paese come il nostro, certamente industrializzato ma, evidentemente, non ben organizzato. E’ vero che esiste il “Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada” che, a fronte di un verbale delle Forze dell’Ordine o di una sentenza della magistratura, interviene per danni superiori a una franchigia di 500 euro, risarcendo fino a circa 775.000 euro. Oltre occorre adire a vie legali per sperare di ottenere l’intera copertura. E’ bene ricordare che questo fondo lo pagano gli assicurati, con una parte del premio assicurativo.
Dal 2014 (L.67) i contrassegni e i certificati assicurativi non sono più considerati atti pubblici, ma scritture private, e ciò fa sì che chi li falsifica non è perseguibile penalmente, ma solo con una sanzione amministrativa. Gli scarsi controlli, la facilità dei raggiri e la recente novità della dematerializzazione del contrassegno assicurativo inducono evidentemente molte persone a correre il piccolo rischio di farla franca. A questa situazione potremmo aggiungere il “chiarimento” del Ministero dell’Interno, che ha ribadito la libertà temporanea di circolazione (in Italia…) senza assicurazione obbligatoria per i veicoli immatricolati all’estero, grazie a una “assicurazione virtuale” per la quale il veicolo risulta ugualmente coperto. Anche in casi simili interverrà il Fondo di Garanzia, con il risultato che i cittadini corretti, che si assicurano con i dovuti crismi, pagheranno ancora qualcosa in più.
Sappiamo che ai caselli o con gli autovelox e altre diavolerie si possono scoprire gli evasori (non so lo dell’assicurazione, ma anche del bollo di circolazione e altro), ma evidentemente si tratta di apparecchiature costose. E allora lanciamo una proposta un po’ paradossale: visto che già ci spennano per coprire furbi e disonesti, aggiungiamo ciascuno due euro in più alle assicurazioni: realizzeremmo qualcosa come 80-90 milioni, da destinare unicamente all’acquisto di altre apparecchiature, da dare in dotazione agli agenti di Polizia Locale e Stradale e della Guardia di Finanza, in modo da effettuare più controlli a tappeto, soprattutto in città!

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