La digitalizzazione nelle PA

Dicembre 2016 rappresenta una data storica per la digitalizzazione delle PA: è il termine, stabilito per decreto, entro il quale le amministrazioni pubbliche dovranno essere in grado di gestire tutti i documenti in formato elettronico, accompagnando quindi tutto il Paese nella complessa migrazione da cartaceo a digitale

Tale migrazione non obbligherà i cittadini a comunicare in formato elettronico con le PA: saranno infatti le PA stesse a dover adeguare i propri processi, in modo da garantire la digitalizzazione dei documenti ricevuti e l’invio multicanale (cartaceo oppure elettronico) a seconda dello “status” digitale del destinatario.

Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la PA.

Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la PA

Il DPCM viene riportato in Gazzetta Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2015, quale Legge 124/2015 recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, meglio conosciuta come Legge Madia di Riforma della PA. Scaduti i termini, dovrebbe avere luogo lo switch off, con l’obbligo di digitalizzazione dei documenti e le relative sanzioni per le amministrazioni che non avranno adeguato i propri sistemi. Il decreto non prevede il totale annullamento della carta, ma una sua riduzione e una maggiore efficienza dei processi: chi non possiede un recapito digitale (PEC, email certificata) continuerà a ricevere i documenti cartacei, tutti gli altri (privati e imprese “digitali”) potranno comunicare con le PA senza più utilizzare né ricevere alcun foglio di carta.uffici_comune

Su questo punto Maria Pia Giovannini, dirigente dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), è stata chiarissima: “Per le PA digitalizzarsi sarà un obbligo, per tutti gli altri un auspicio”.

I vantaggi della digitalizzazione come forza trainante dell’economia

La digitalizzazione di un archivio della Pubblica Amministrazione presenta numerosi vantaggi per l’intera Società:
-L’ ottimizzazione delle attività di ricerca e di archiviazione dei documenti
-La riduzione della carta usata
-Il risparmio sui costi di stampa, imbustamento, spedizione e archiviazione delle fatture
-La trasmissione veloce dei documenti, in maniera sicura e riservata
-L’ utilizzo del portale web come veicolo di comunicazione
-La possibilitĂ  di lavorare in team su uno stesso documento
-Una maggiore trasparenza verso i cittadini

Abbiamo intervistato a questo proposito Oliverio Gentile, Community Manager e Social Media Manager della Fondazione RCM – Rete Civica di Milano, per avere un parere sullo stato delle cose dal suo osservatorio privilegiato riguardo l’auspicata e progressiva digitalizzazione anche e soprattutto in ambito di Pubblica Amministrazione.

Oliverio Gentile, Community Manager RCM

Oliverio Gentile, Community Manager RCM

Da dove è partita l’idea di realizzare la Rete Civica di Milano, con particolare attenzione per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e per l’e-democracy, in tempi (fine anni novanta) in cui ancora non si trattava di un tema così usuale, o almeno non per il cittadino comune?
Oggi la 1° Rete Civica di Milano (da gennaio 2007 diventata partecipaMi) compie 22 anni!
L’idea è stata di Fiorella De Cindio, professoressa presso l’allora Dipartimento di Scienze dell’Informazione (oggi Dipartimento di Informatica) dell’UniversitĂ  degli Studi di Milano, che, al fine di avviare la Rete Civica, a maggio del 1994 aveva chiesto e ottenuto l’avvio del Laboratorio di Informatica Civica, da sempre sede di RCM che è stata co-fondata e presentata il 22 settembre 1994 da Fiorella, me e Giovanni Casapulla.
Con l’avvio di RCM, per me, da sempre, la Rivoluzione Che Mancava, si volevano sfruttare le potenzialitĂ  offerte da Internet (prima tra tutte la bi-direzionalitĂ  della comunicazione, dopo 50 anni di TV/media broadcast: lo slogan di RCM era “La Rete siete Voi!”) per mettere assieme on-line (in un ambiente con regole comuni) tutte le componenti della cittĂ  (cittadini, associazioni, scuole, aziende, amministratori locali,…) al fine di farle dialogare/cooperare per aumentare/stimolare sempre di piĂą la partecipazione alla vita/gestione della propria cittĂ .

universitĂ  degli studi di milano

Dopo quanto tempo la rete da voi allestita ha iniziato a trovare diffusione e quali i primi progetti realizzati?
RCM è nata, come iniziativa del Laboratorio di Informatica Civica, grazie ad alcuni sponsor che hanno fornito l’hardware e il software per partire e si è diffusa da subito grazie al passaparola e allo spazio concesso su media e giornali locali. Tra i primi progetti realizzati c’è stata la collaborazione con il Comune di Milano per consentire all’amministrazione comunale di sperimentare l’interazione on-line con i cittadini (nei primi anni RCMini abbiamo formato oltre 400 funzionari comunali all’uso della rete). Nel dicembre 1998, per consolidare e gestire RCM, si è costituita la Fondazione (di partecipazione) RCM – Rete Civica di Milano co-fondata dall’Associazione LIC (Libera Informatica Civica), che rappresentava le persone che avevano avviato RCM, e dalla Regione Lombardia, tra i Soci Fondatori si aggiunsero poi la Provincia di Milano, la Camera di Commercio di Milano e l’UniversitĂ  degli Studi di Milano. Per quanto riguarda il Comune di Milano, nonostante le proficue collaborazioni iniziali, non siamo mai riusciti a farlo diventare Socio Fondatore: è diventato Socio Onorario solo nel dicembre 2014.
Tra i primi progetti realizzati ci sono state le Linee Dirette con i vari settori e uffici comunali e con quelli della Provincia di Milano, il portale per consentire la presenza e l’uso della rete alle Associazioni di Milano e provincia (www.associazioni.milano.it ), il portale per consentire ai cittadini di segnalare gli eventi di metropolitani (www.appuntamentimetropolitani.milano.it ) e, nel 2001, 2006, 2011 e 2016, le iniziative legate alle amministrative meneghine per far dialogare/interagire in campagna elettorale i candidati e i cittadini. Da “Comunali Milano 2006”, a gennaio 2007 è nata la nuova Rete Civica di Milano: www.partecipaMi.it

Quali sono state, se ci sono state, le difficoltĂ  con cui vi siete dovuti confrontare? Quali invece le circostanze positive che vi hanno eventualmente supportato nella realizzazione del progetto?
Tra le difficoltà sicuramente la scarsità di risorse economiche e, probabilmente, l’essere partiti troppo presto con quello che solo qualche lustro dopo venne definito il Web 2.0
milano
Attualmente quante persone ed enti afferiscono a RCM e si servono dei servizi a loro disposizione?
Fondazione RCM, al momento, ha uno staff di 5/6 persone (tutti liberi professionisti), ha circa 130 Soci Partecipanti (tra cittadini e realtĂ  no profit), la vecchia Rete Civica aveva visto la registrazione di oltre 25.000 cittadini, www.partecipaMi.it, sulla nuova piattaforma tecnologica adottata nel giugno 2011, vede oltre 4300 registrati. La Rete Civica di Milano prima e partecipaMi poi hanno sempre avuto come regola la partecipazione individuale, con il proprio nome e cognome e, possibilmente con la propria faccia.

Dal vostro osservatorio privilegiato, avete notato negli anni, e in particolare ora con l’approssimarsi della scadenza data dal decreto Madia, un miglioramento delle buone pratiche in direzione della digitalizzazione da parte degli enti pubblici e nel loro rapportarsi con la cittadinanza?
Sicuramente la digitalizzazione ha aiutato e aiuta… D’altro canto però, l’uso sempre piĂą copioso e disinvolto dei Social Network rischia di svilire l’impiego della rete e rende piĂą difficoltoso, nell’era dei veloci “Mi piace” e delle veloci condivisioni, coinvolgere cittadini e amministratori locali in processi partecipativi un po’ piĂą impegnativi e complessi e quindi piĂą seri.

Qual è l’ultimo progetto in ordine di tempo al quale state lavorando? Quale il più significativo o che ha dato i risultati più soddisfacenti negli ultimi anni?
Sicuramente è www.partecipaMi.it che negli ultimi 3 anni ha anche trovato (sta trovando) il sostegno economico e quindi la “certificazione” dei cittadini, vedi: www.partecipami.it/raccoltafondi2014; www.partecipami.it/raccoltafondi2015; www.partecipami.it/raccoltafondi2016
In partecipaMi, oltre ai cittadini, qualche Consigliere comunale/di Zona/Municipio e qualche Assessore ha creduto e ci crede anche Amsa con la quale si collabora ormai dal 2012 (vedi: www.partecipami.it/ambiente ) e grazie all’infaticabile, bravissima e preziosissima Dott.ssa Intra, sempre disponibile e tempestiva nel dialogare/interagire pubblicamente con i cittadini per conto della sua azienda, si sviluppano interessanti dialoghi e interazioni on-line di interesse pubblico.

 

 

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