I documenti falsi nella quotidianità

“A chi tocca il controllo documentale?”
“Pimpiripette nusa/Pimpiripette pam!/Pimpiripette nusa/Pimpirepette pam!”
I meno giovani di voi si ricorderanno di sicuro questa mitica “conta” ad esclusione per decidere chi rimanesse in gioco… Ebbene per il controllo documentale non è possibile andare di conta… Il controllo spetta proprio a tutti, indistintamente

Articolo a cura di Davide Capsoni, Agente dell’Ufficio falsi documentali del Comando di PL di Milano

Davide Capsoni

Davide Capsoni

 

 

 

 


Non parlo solo delle Forze dell’Ordine che dovrebbero già averlo sviluppato in ambito professionale, mi riferisco anche alla parte della società civile e di altri Enti Pubblici che ne hanno, se non un obbligo di legge, almeno un obbligo morale o un tornaconto economico.
Si parte ovviamente da chi avrebbe l’obbligo della verifica sull’autenticità dei documenti, che essi siano di identità, di guida, di circolazione etc., ossia gli organi di Polizia.
Bando ai campanilismi legati alla divisa, desidero includere tutti coloro che, a vario titolo, maneggiano dei documenti e devono verificarli, termine che indica già il cuore del problema, infatti ‘verificare’ va oltre ‘leggere’ o ‘interpretare’ che non sono mai sufficienti.
Troppo spesso, distratti da tutto quello che sta intorno al documento, ci si ferma a una mera trascrizione dei dati riportati sull’atto da compiere senza dare la giusta centralità alla verifica di autenticità… Non possiamo nasconderci dietro nessun alibi; infatti oggi le informazioni sono disponibili e (solo in alcuni casi purtroppo) gratuite e il grado di professionalità si misura anche in questa “piccola/grande” attività di Polizia Giudiziaria.
Da un’attenta verifica documentale si può scoprire un’identità falsa e dietro a questa può celarsi uno sconfinato mondo di possibilità delittuose; in questo triste periodo si parla molto di sicurezza per prevenire atti di terrorismo internazionale… credo che un corretto controllo documentale ne sia il primo indispensabile passo.
Non voglia passare per mera pubblicità (tanto non ci guadagniamo nulla), segnaliamo però che inviando una mail di richiesta all’Unità Falsi Documentali della Polizia Locale di Milano (a cui mi fregio di appartenere) all’indirizzo pl.siofalsi@comune.milano.it e indicando l’indirizzo e i recapiti del Comando di appartenenza, vi verrà spedito un cd-rom contenente tutte le informazioni possibili e certificate sul controllo documentale con una serie di schede operative per la verifica “in strada”.


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Questo supporto è frutto di un lavoro di ricerca e studio di oltre 10 anni ed è un buon inizio per districarsi in questo ‘fantastico’ e ‘labirintico’ mondo. “Con rischi indicibili e traversie innumerevoli io ho superato la strada per questo castello oltre la città dei Goblin” doverosa citazione dal film “Labyrinth” del 1986 interpretato dal compianto David Bowie. Altri soggetti collegati da vicino alla realtà delle Polizie sono gli Enti pubblici, italiani nel nostro caso, che rilasciano varie tipologie di documenti; mi riferisco alle Motorizzazioni Civili e agli Uffici d’Anagrafe che hanno il delicato compito di emettere un modulo che, da quel momento, sarà portatore di una verità incontrovertibile. Infatti qualsiasi accertamento successivo (tramite i terminali o direttamente presso l’Ente di rilascio) non potrà che confortare l’operatore della bontà dei documenti effettivamente rilasciati. La domanda fondamentale in questi casi è: Come si è ottenuto il rilascio del documento? Che cosa è stato presentato allo sportello?
I campi da esplorare riguardano la conversione delle patenti straniere e il rilascio della carta d’identità ai cittadini stranieri; ebbene sgombriamo subito il campo da ogni possibile illazione sul fatto che si intendano porre sotto controllo solo i cittadini non italiani; questi ultimi, ne parleremo più diffusamente in seguito, costituiscono una certa parte di coloro che utilizzano documenti falsi che possono comunque essere utilizzati anche in altri ambiti e da altri soggetti.

Documenti di identità

Le possibilità di inganno sono innumerevoli e a questo proposito intendo sottolineare un fenomeno che appare interessante anche in ambito socio-politico: seppur messo di recente in discussione, il trattato di Schengen concede ai cittadini dell’Unione Europea la totale libertà di movimento così che tutti possono ottenere la residenza presso un altro stato oppure convertire/riconoscere la propria patente nazionale, con minori lungaggini burocratiche rispetto al passato.
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Facendo riferimento agli uffici delle anagrafi (capillari sul territorio) si deve fare attenzione soprattutto a quei cittadini comunitari sulla carta che, per stabilire la propria residenza in un determinato territorio, richiedono il rilascio della carta di identità; se questa è ottenuta presentando un documento falso, sarà poi molto difficile risalire alla loro vera identità.
Cosa possiamo fare? Come Polizia Locale molto; infatti abbiamo la nostra presenza sul territorio è paragonabile per capillarità a quella degli uffici d’anagrafe a cui possiamo offrire un servizio di controllo e verifica di quanto viene loro presentato, potendo anche insegnare agli Ufficiali di Stato Civile come riconoscere gli inganni.
È evidente che le anagrafi non dovranno sostituirsi alla Polizia Giudiziaria, ma con il loro operato potranno svolgere un ruolo non marginale a vantaggio della più generale sicurezza urbana; per troppo tempo i professionisti dell’inganno hanno infatti potuto usufruire di questi “buchi” del sistema.

Patenti e altri documenti

Per quanto riguarda la documentazione per le conversioni delle patenti straniere, nonostante vi siano diversi uffici provinciali che effettuano controlli minuziosi, questi sono ancora un’esigua minoranza rispetto al totale delle Motorizzazioni nazionali; anche in questo caso si spera che alcuni esempi positivi possano convincere il Ministero dell’importanza di sistematizzare il controllo.
Si accennava ai cittadini italiani che nascondono la propria identità tramite l’impiego di documenti falsi; ebbene in genere si tratta di truffatori più o meno professionisti che prevalentemente operano ai danni dei privati, come Istituti Bancari o Finanziarie sino ad arrivare a concessionari d’auto etc Per questo, anche se piuttosto complesso, sarebbe sempre utile mettere tali soggetti nelle condizioni di difendersi e riconoscere l’inganno insito nei documenti presentati.
In un quadro generale un poco cupo e mesto, si intravedono comunque bagliori di luce che fanno sperare in un futuro migliore; la strada è ancora lunga ma come diceva Johann Wolfang von Goethe (1749-1832): “Non è abbastanza fare dei passi che un giorno ci condurranno alla meta, ogni passo deve essere lui stesso una meta, nello stesso momento che ci porta avanti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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