La nuova carta d’identitĂ  elettronica: sogno o son desto?

Non occorre scomodare Shakespeare ne “La commedia degli equivoci” per capire che questa ennesima dichiarazione di intenti sulla nuova carta di identità elettronica ci lascia nel dubbio e nello stupore… Parliamo del Decreto 23 dicembre 2015 (GU Serie generale n. 302 del 30/12/2015) in cui si esplicano le modalità tecniche di emissione del citato documento di identità elettronico tanto agognato

Articolo a cura di Davide Capsoni, Agente dell’Ufficio falsi documentali del Comando di PL di Milano

Davide Capsoni

Davide Capsoni

 

 

 

 

 

Prima di entrare nello specifico, per meglio capire un certo scetticismo, facciamo un viaggio nel tempo… correva l’anno 1997 (15 maggio per la precisione, nell’ambito del pacchetto “Bassanini per la semplificazione della P.A.”) quando si annunciava l’inizio della sperimentazione e produzione della carta di identità elettronica che avvenne nel 2001 ma che rimase assai poco incisiva.
Infatti furono individuati circa 200 Comuni che avrebbero dovuto rilasciare queste carte, ma ben presto ne rimasero attivi solo 61 mentre ben 139 non ne fecero più richiesta… il motivo è legato ai costi e ai disagi (esplicativo un articolo apparso sul Corriere di Bologna il 31/10/2015 dal titolo “Carta di identità elettronica addio”).
Prima di allora, anche un articolo a firma di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera (26/09/2010) titolava “Le liti e gli sprechi affondano la carta di identità elettronica” e vi si evidenziavano le varie controversie fra le società che si erano presentate per la progettazione e produzione dei documenti.

Nel 2012 l’Esecutivo Monti rimpiazzava l’acronimo CIE (Carte Identità Elettronica) in DDU (Documento Digitale Unificato) in modo che in un solo documento ci fosse anche la tessera sanitaria e codice fiscale ma, anche in questo caso, non vi fu alcuna distribuzione ai cittadini di tale supporto.

Capite bene che, con queste premesse, si fa fatica a credere che il progetto possa vedere la luce e decollare in tempi ragionevoli; mentre continua il rilascio della carta di identità cartacea che, seppur subendo diversi attacchi da parte dei falsari, rimane uno splendido documento ricco di sistemi di sicurezza e impossibile da riprodurre illegalmente; la diffusione e utilizzo dei falsi di questo modello è sicuramente legata all’incapacità nell’effettuare un controllo esaustivo del supporto.

Carta_identita_frontePurtroppo bisogna anche segnalare la frequenza con cui vengono violati gli uffici anagrafi (da nord a sud) e vengano sottratti ingenti numeri di carte di identità “in bianco” che alimentano il mercato illegale di documenti e sono di più difficile individuazione.

Altra anomalia italica è che nei Comuni deputati al rilascio della CIE avviene, contestualmente, il rilascio della carta di identità cartacea; questo comporta l’assurda emissione nella stessa giornata di due documenti completamente differenti fra loro nell’ambito della medesima realtà territoriale.

Questo ha generato, anche nelle Forze dell’Ordine estere, dubbi sull’autenticità di documenti rilasciati lo stesso giorno, nel medesimo Comune e con modalità così differenti.

Pertanto si auspica che, nel momento in cui saremo pronti al rilascio di queste nuove carte di identitĂ , vi sia una distribuzione totale e contemporanea su tutto il territorio nazionale senza ulteriori decennali sperimentazioni.

Veniamo ora alle novità di questo nuovo documento: viene prenotato con determinate incombenze per la raccolta dei dati biometrici primari e secondari, per la firma autografa (nei casi previsti), l’autorizzazione all’espatrio, dato facoltativo alla volontà/diniego alla donazione degli organi (novità), indirizzo per recapito documento o comunicazioni.

UfficioAnagrafe_d0Acquisiti i dati, il Comune o il Consolato rilascia la richiedente la ricevuta della richiesta della CIE, comprensiva del numero della pratica e della prima parte dei codici PIN/PUK associati (ovviamente da inserire nello sconfinato elenco di password e altro che ormai ci portiamo appresso con un misto di depressione e rassegnazione).

La consegna avverrà (con la seconda parte dei codici) entro sei giorni lavorativi e, se la dovessi smarrire a breve, sarai tu stesso ad effettuarne il blocco per evitare che qualcun altro possa accedere ai servizi in rete (ovvero contattando l’help desk dedicato) e fare anche una denuncia presso le Forze di Polizia.

Leggendo il decreto si percepisce che la raccolta dei dati da parte dei soggetti preposti avverrà con caratteristiche uniformi e inviate al Ministero degli Interni mentre sarà l’IPZS il soggetto addetto alla produzione e distribuzione. Ma già si legge (art. 14) che ci sarà un “Piano di graduale rilascio della CIE”; ovvero, come paventato, saremo nella stessa situazione di oggi, con alcuni Comuni operativi ed altri no.

Negli allegati possiamo verificare le caratteristiche tecniche in cui si fa riferimento alla sicurezza intesa come implementazione dei sistemi antifalsificazione e sicurezza del processo di emissione, nonché alla gestione dei dati e l’accesso sicuro ai servizi on-line.

Purtroppo le carte di identità elettroniche fin qui prodotte hanno avuto vita difficile… un poco per via della loro scarsa resistenza all’usura che, per un documento che deve durare 10 anni, le rende spesso inutilizzabili; senza allontanarmi molto, la mia CIE si è “sfogliata” dopo un paio d’anni e attualmente è tenuta insieme da piccole porzioni di nastro adesivo pur dovendo durare fino al 2020.

Inoltre viaggiando all’estero (pur in nazioni della Unione Europea) alcuni hanno messo in dubbio il mio documento in quanto è di produzione marginale rispetto alle carte di identità cartacee che sono usi verificare e vedere.

carte_caps_ok

I due modelli “sperimentali” di carta d’identitĂ  elettronica

Infine consideriamo che vi era già stata una prima produzione “sperimentale” (si veda nell’immagine qui sopra i due modelli sin qui prodotti) che, una volta abbandonata, è comunque rimasta in vigore, per i rispettivi possessori, sino alla naturale scadenza (cosa che è prevista anche per il modello attuale) generando ulteriore confusione… senza parlare delle produzioni bilingue (tedesco-sloveno-francese) che in un’Europa unita e multietnica hanno quel sapore vintage di chi si sente riconosciuto nella sua identità da questi miseri privilegi.

Mi congedo con un messaggio del filosofo Arthur Schopenhauer (1788-1860) che ben inquadra il mio stato d’animo sulla nuova CIE:

“La speranza e la paura ci fanno vedere come verosimile e prossimo rispettivamente ciò che desideriamo e ciò che temiamo, ma entrambe ingrandiscono il loro oggetto.”

 

Share.