Tra sogno e realtĂ : La dematerializzazione dei contrassegni assicurativi

Finalmente il problema delle falsificazioni dei contrassegni assicurativi è terminato! La presentazione di questo provvedimento è proprio finalizzato al contrasto di un fenomeno diffuso e antipatico come quello della falsificazione delle documentazioni assicurative… Da molto tempo, ormai, ci si è accorti che da queste pratiche derivano altri comportamenti ancora più pericolosi e delittuosi quali le omissioni di soccorso che (giustamente) indignano l’opinione pubblica e recano mostruosi danni sociali; fortunatamente, sempre più spesso, chi commette questo reato viene scoperto e assicurato alla giustizia

Articolo a cura di Davide Capsoni, Agente dell’Ufficio falsi documentali del Comando di PL di Milano

Davide Capsoni

Davide Capsoni

Purtroppo le persone che circolano senza assicurazione (nel 2014 circa 3.900.00 veicoli pari all’8,7% del totale – fonte ANIA) continueranno a esserci e continueranno a fuggire vigliaccamente dopo un sinistro… L’unico modo per contrastarli è restringere il loro campo d’azione e bloccarli preventivamente, prima che possano fare danni. Veniamo ora alle disposizioni in oggetto ossia l’articolo 31, D.l. 1/2012 convertito con modifiche in legge 27/2012, che prevedeva la successiva adozione di un regolamento che potesse meglio definire la progressiva dematerializzazione dei contrassegni e la loro sostituzione con sistemi elettronici o telematici in collegamento con banche dati… Detto così una meraviglia!

Contrassegno assicurativoIl regolamento adottato con Decreto Ministeriale 9 agosto 2013, n.110 (G.U. n.332 del 03/10/2013) definiva le modalità per la progressiva dematerializzazione e la sostituzione dei contrassegni… Inoltre fissava la conclusione del processo entro due anni successivi alla sua entrata in vigore.

In tal modo, il tutto accompagnato da un’enfasi mediatica spesso fuori luogo, il 18 ottobre 2015 è cessato l’obbligo di esposizione dei contrassegni relativi all’assicurazione obbligatoria come previsto dall’art.181 del Codice della Strada; vale a dire che, seppur in assenza di una esplicita abrogazione, perde efficacia la disposizione dell’articolo quale l’obbligo di esposizione e di eventuale esposizione irregolare.

Anche il comma 2 che parla della disponibilitĂ  del contrassegno per i conducenti diviene privo di efficacia.

Qui iniziamo a puntualizzare i distinguo tra la realtà della strada e l’immagine di un mondo perfetto quale alberga nella mente dei legislatori… Da ora in poi potremmo trovare autovetture con il contrassegno esposto e altre senza alcun contrassegno anche oltre l’anno canonico; questo perché alcune compagnie assicuratrici prendono questa norma ancora come un semplice invito (alcune lo facevano anche con il regolamento dell’IVASS sulle modalità di stampa del contrassegno…) e continuano a emettere contrassegni uniti agli altri documenti.

Ora, per continuare, devo forzatamente ricorrere ai versi del Sommo Poeta nel canto I dell’Inferno…

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“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!”.

Riepilogando: cessa l’obbligo di presentare o possedere il contrassegno assicurativo e gli Agenti di Polizia Stradale potranno allora rivolgersi direttamente al “Portale dell’automobilista” (www.ilportaledellautomobilista.it), implementato dal CED della Motorizzazione Civile grazie al terminale ANIA detto “SITA” (naturalmente con password del Comando o, per una sola volta, senza essere accreditati) per avere notizie sicure sulla copertura e in caso di accertamento negativo applicare direttamente l’art.193 del Codice della Strada.

Due dubbi mi assalgono immediatamente:

Primo: il terminale è sempre accessibile per chi si trova in strada?

Risposta complessa questa… Molto facile per chi dispone dell’ausilio di una Centrale Operativa; si richiede l’accertamento e l’operatore lo effettua. Se però tu agente sei solo (o con un collega in pattuglia…) alle prese con un dubbio sulla copertura e non puoi contare su una Centrale Operativa, ti trovi esattamente come prima… anzi un poco peggio in quanto non puoi più verificare il cartaceo del contrassegno per stabilirne l’autenticità! Alcuni controbatteranno dicendo che potrai avere a disposizione un tablet o uno smartphone per collegarti a internet… (e qui dobbiamo chiederci: tuo o del Comando?). In pratica anche la App dedicata ha problemi di funzionamento…
Non voglio sembrare disfattista, ma il contrassegno assicurativo con le sue rigide modalità di confezionamento garantiva, se non altro, un giudizio personale dell’agente che, se preparato e attento, poteva scoprire una falsificazione in pochi secondi senza nemmeno ricorrere al terminale Ania…

Secondo: questo nuovo terminale ha un obbligo di trasmissione dati dalle compagnie “in tempo reale”? Visto che così è dichiarato voglio crederci; se no, in caso contrario, saremmo decisamente nei guai!

Ci sono delle scappatoie… per esempio in caso di incidente stradale (o di controllo) la parte deve comunque avere con sé il certificato di assicurazione previsto e la cui assenza è sanzionata dall’Art.180 del Codice della Strada; questo prevale rispetto a quanto accertato o contestato sulla base dell’accertamento telematico (art.31 cit).

_DSF0534_OKLa tal cosa ci garantisce una verifica sull’autenticità del cartaceo che potrebbe farci sorgere dei dubbi e portarci verso la consultazione supplementare del terminale dedicato. Altri problemi nascono sui veicoli in sosta senza nulla esposto… In un mondo ideale bisognerebbe reiterare l’accertamento in modo da accertare che il veicolo non sia effettivamente assicurato, indi procedere con l’art.193 C.d.S. (sempre seguendo le direttive impartite da ogni singolo Comando).

Nel dispositivo iniziale si parlava di chip e dispositivi elettronici a disposizione degli agenti… Questo però appartiene ancora a un remake di “Ritorno al futuro” (celebre film di Robert Lee Zemeckis)! Invece l’utilizzo di altro dispositivi quali Autovelox, Tutor, Telepass e Telecamere ZTL deve essere approvato con una norma ad hoc che li omologherà anche per il controllo della r.c.
Non voglio dire che le cose andavano meglio quando erano decisamente peggio, in quanto trovo che si sia sulla strada giusta per creare un circolo virtuoso che porti a dissuadere le persone dal circolare con veicoli non assicurati, ma le cose, come sempre, sono migliorabili.
In tempi non sospetti eravamo convinti che creando un modello di contrassegno “unico e difficilmente falsificabile” (anche con un unico sistema di sicurezza come la filigrana…) che fosse poi personalizzato da ogni singola compagnia a piacimento, avrebbe decisamente diminuito il fenomeno delle falsificazioni… Per motivi di costi e altro si è scelta una strada diversa che, sono convinto, ci porterà a dei buoni risultati a lungo termine nonostante tutti miei ragionevoli dubbi.
Nel momento in cui iniziamo a dubitare delle nostre certezze stiamo giĂ  progredendo verso un futuro che vorremmo migliore ma di cui, spesso, non arriviamo ad apprezzare i risultati in quanto, sbagliando clamorosamente, pretendiamo dei giovamenti immediati e apprezzabili.
Dovremmo iniziare a pensare a lungo termine come accadeva nel passato… Chi iniziava grandi opere spesso non ne vedeva la fine ma, in cuor suo, sapeva che ne avrebbero goduto le generazioni a venire; così si realizzavano sogni e utopie possibili.

Ad maiora!

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